L’occidente, schiavo del petrolio, e la favola del suo sostegno ad Israele

paesi arabi

A proposito di interessi economici nel Medio Oriente. E’ la carta geografica dei paesi arabi e dei paesi arabi che posseggono il petrolio e che circondano Israele ( il puntino rosso in alto). Mancano come paesi petroliferi e come paesi che sostengono la causa” araba”, Iran, Iraq, i paesi petroliferi ex sovietici e la Turchia. A seguire qualche rimando di storia sulla “favola” del sostegno occidentale ad Israele ( e sulla verità’, invece, della forza del petrolio ).

L’ultimo argomento che e’ rimasto al fragile corredo antisemita della sinistra incolta e ideologizzata e’ questo: ” Israele e’ nata per volontà’ delle potenze imperialiste e sostenuta dalle grandi potenze occidentali per interessi strategici ed economici”. Falsissimo. L’unico paese che nel 1947, per suoi calcoli anti occidentali e interni, ha sostenuto la nascita di Israele e’ stata l’Urss. Vediamo di irrobustire qualche conoscenza di storia.

La Gran Bretagna e’ stata, fino alla seconda guerra mondiale, la più’ grande potenza coloniale e imperialista. Per tutto l’800 “e la quasi totalità” del 900, e’ stata la Nazione più’ avversa al nazionalismo e all’indipendentismo ebraico; prima come guardiano coloniale delle terre ex ottomane ( in cui ricadeva la Palestina), poi come arbitro non imparziale ma filoarabo delle guerre tra poveri arabi ed ebrei in Palestina, poi come ostacolo perenne alle emigrazioni degli ebrei poveri in Palestina che scappavano dai paesi che li perseguitavano; infine come nemico giurato di ogni causa tra lo Stato Ebraico con i suoi vicini arabi che l’assediavano. La Gran Bretagna si e’ subito rimangiata la Dichiarazione di Balfour (1917) che pure riconosceva il diritto di una casa nazionale per gli ebrei in Palestina, e per tutto il 900 ha avversato la causa sionista parteggiando per gli assedianti arabi e per le loro pretese. Nel 1948 arriva a sostenere l’aggressione araba al nuovo Stato Ebraico che era stato votato dall’ONU. E su cui la GB si era astenuta. Rancorosa, declinante, nostalgica della potenza imperiale e coloniale perduta, vanagloriosa, dipendente dal petrolio arabo, l’Inghilterra ha ostacolato sempre con antipatia la causa nazionale ebraica. 

La Francia ha alternato simpatia e diffidenza verso Israele. La simpatia francese per lo Stato Ebraico era motivata, innanzitutto, dalla rivalità coloniale verso l’Inghilterra e dalla lotta feroce per la spartizione dell’Impero Ottomano che conteneva la Palestina. La Francia ha coltivato per un secolo un solo sogno: sostituire la Gran Bretagna in Medio Oriente. Anche la Francia ha sempre subito, dopo la seconda guerra mondiale, il doppio ricatto che ha condizionato per 60 anni le democrazie nel sostegno allo Stato Ebraico: il petrolio arabo e lo sforzo di contendere ai sovietici l’amicizia degli Stati Arabi;  numerosi, armati, ben più’ popolosi dello Stato Ebraico, minacciosi e ricchi di…petrolio.

Con i governi socialisti e fino a De Gaulle la Francia, con riluttanza, ha sostenuto lo Stato Ebraico in funzione anti inglese. Con De Gaulle tutto cambio’. Con la fine della guerra algerina inaugura la nuova ” politica mediterranea” francese: il riavvicinamento agli arabi ( ” numerosi, armati, minacciosi e…” Ricchi di petrolio” ) e il distacco da Tel Aviv. De Gaulle arriverà’ a riattualizzare i luoghi comuni dell’antisemitismo. Alle sue parole anzi, si deve la rilegittimazione, dopo la vergogna della Shoa’, del più’ trito dei luoghi comuni razzisti sugli ebrei: “…popolo d’elite, sicuro di se’ e dominatore”, come De Gaulle pubblicamente li definiva. L’antipatia gollista verso lo Stato Ebraico durerà’ fino a Mitterand. Ma non sarà’ rovesciata mai del tutto: gli interessi a un buon rapporto con gli Arabi, causa il petrolio, sono troppo forti pure per la Francia.
Gli Stati Uniti. La favola dice: la seconda nazione ebraica ( cinque milioni di ebrei americani ) e la Nazione più’ vicina allo Stato Ebraico. La favola. La realtà’ e’ più’ complessa. Poteva la Nazione delle Sette Sorelle, l’impero che sul petrolio ( arabo ) si e’ costruito, tra gli anni 30 e il dopoguerra, girare di colpo le spalle agli amici arabi? Non fu semplice e lineare il rapporto con il nuovo Stato Ebraico in Palestina. La diplomazia Usa, il Dipartimento di Stato, le lobbies del petrolio diffidavano della causa sionista. Solo la morte di Roosevelt, l’arrivo di Truman e la paura di un URSS filo sionista, determineranno la decisione Usa di votare a favore della risoluzione 181 dell’Onu del 1947 che legittimava la nascita dello Sato Ebraico in Palestina. Fosse dipeso dal Dipartimento di Stato Usa e dai signori americani del petrolio gli Usa avrebbero dovuto votare contro.

A differenza di quello che molti credono gli americani, per tutta la fase più’ acuta della guerra fredda ( dalla guerra di Corea alla crisi di Suez del 56 e fino a quella di Cuba e Berlino ) non si rassegnano all’allineamento arabo nel blocco sovietico. Diffidano delle velleità’ post-coloniali di Francia e Gran Bretagna. Ambiscono a sostituire gli Europei nel cuore degli Stati Arabi petroliferi. E vendono armi agli arabi nell’illusione di staccarli dall’Urss. E costruiranno negli anni, in alcuni dei paesi arabi più’ ricchi di petrolio ( Arabia Saudita, Quatar e Kuwait le loro basi militari più’ potenti ). Negli Stati Arabi e non in Israele. E in Stati Arabi ( Arabia Saudita, Emirati Arabi, Quatar ) che saranno il portafoglio e la mente ideologica della lotta araba “all’entità sionista”. Israele paga solo i prezzi della pelosa e ambigua politica americana fino agli anni 70. Gli Usa rifiutano, per quasi 20 anni, rapporti bilaterali privilegiati con Israele e non le forniscono i mezzi di difesa. Per evitare l’isolamento, Israele deve rivolgersi ( (invano) all’Europa. Tentando l’ingresso tra i membri associati della CEE. Ma il petrolio arabo e’ un richiamo ben più’ forte. E l’Europa compirà’ il misfatto di non accogliere tra i suoi membri l’unica democrazia europea del Medio Oriente ( mentre poi accoglierà’ gli stati post-comunisti ). Le cose tra Usa e Israele cambiano solo con la “guerra dei sei giorni” nel 1967. La Francia volta le spalle ad Israele. E gli Usa subentrano. Devono equilibrare le armi russe agli arabi e contrastare i sovietici. Capiscono che devono bilanciare l’influenza russa filo araba difendendo l’esistenza e la forza di Israele. Ecco la storia del rapporto tra Israele e le democrazie d’Occidente fino agli anni 70.

Poi verrà’ la ” crisi del petrolio” e la grande paura dell’Occidente. Nonostante l’aggressività’, la belligeranza, lo spirito guerrafondaio degli Stati Arabi, che hanno scatenato ben 4 guerre guerre nazionaliste e di conquista in Palestina ( perdendole tutte), essi riescono, grazie al petrolio, a condizionare la politica mondiale e quella delle grandi democrazie. Ne sono prova l’isolamento di Israele all’ONU, i voti contari di maggioranze di paesi dispotici, razzisti, violenti contro Israele. Cui solo gli Usa e solo dal 1967 e, spesso, con riluttanza, riescono ad opporsi. La storia e’ il contrario di quella che raccontano gli opuscoli dell’estrema sinistra:
-le grandi potenze occidentali hanno avuto un ruolo, spesso vergognoso, nei rapporti con Israele;
-Il petrolio arabo e’ stato la vera leva di forza degli arabi nel ricatto verso Usa, Francia, Inghilterra, Europa e nel promuovere l’isolamento internazionale di Israele;
Israele esiste e sta in piedi, esclusivamente, per l’eroismo del suo popolo e perché’, da solo, ha battuto sul campo le aggressioni continue dei suoi vicini arabi.

Dottor Umberto Minopoli
Presidente Dell’Associazione Italiana Nucleare

(Ringrazio il Dottor Minopoli per avermi concesso di pubblicare il suo articolo)

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