Dalla corona di Mordechai a quella del Mashiah: l’antisemitismo, la gheulà e le profezie della Torà

Gog and Magod“Tira una brutta aria in Europa, si riaffacciano i tempi cupi dell’antisemitismo”.
Questa brutta aria la stiamo vivendo, chi più chi meno, tutti noi. Siamo tesi e stressati per ciò che sta avvenendo in Europa. Io personalmente vivo in Francia da 10 anni, dove più di dieci persone sono state barbaramente uccise perchè di religione ebraica. La tensione è alle stelle e la si nota dall’altissimo numero di ebrei che lasciano la Francia per Israele.

Nei forum dedicati alla comunità ebraica la tensione si sente e si vede e genera polemiche e attriti tra i membri. Non ultima quella generata dalle parole del Primo Ministro Israeliano Benjamin Netanyahu che ha esortato gli ebrei d’Europa ad installarsi in Israele.

A queste parole hanno fatto seguito i fatti: il governo israeliano ha infatti stanziato circa 50 milioni di dollari per “l’assorbimento” dei migranti provenienti dalla Francia, Belgio e Ucraina.

La polemica nata dalle parole di Netanyahu è stata forte e ha diviso l’opinione della comunità; chi da un lato sionista e religioso applaudiva le parole di Bibi, dall’altro lato, la corrente di sinistra, tradizionalista attaccava magari anche giustamente, Netanyhau, reo, secondo loro, di strumentalizzare gli atti antisemiti per la campagna elettorale. “Netanyahu deve capire che noi siamo italiani ed europei e vogliamo vivere qui”.

Una polemica triste, figlia della preoccupazione e dell’angoscia che invade i nostri stati d’animo, che  è stata translata su Moked con un paragone  con l’abbigliamento regale di Mordechai, che si è ritrovato vestito da re e sul cavallo regale, come diremmo oggi a sua insaputa. Un privilegio, frutto del “Haruah Hakodesh” che ha ricordato al re persiano, che un uomo ebreo gli aveva salvato la vita, e dall’altro la spinta della cupidigia e dall superbia di un uomo che si credeva l’unto del re.
Le parole di critica a Netanyahu, a mio avviso, sanno di memoria corta.
Per 2 mila anni gli ebrei sono stati perseguitati, cacciati, massacrati, gasati e convertiti di forza. Perchè dovrebbe cambiare adesso? Voi mi direte siamo nel 2015, ci sono i diritti umani c’è la libertà e la democrazia.
Bhè se consideriamo che dal 1781 fu emanata in Austria, una “patente di tolleranza”, ossia un atto legislativo che concedeva la libertà di culto ai gruppi non cattolici tra cui gli ebrei, mentre la Rivoluzione francese pronuncia a sua volta la piena equiparazione degli ebrei agli altri cittadini nel 1791.
La “emancipazione” degli ebrei fu successivamente sancita nel corso dell’Ottocento dagli altri Stati europei, tra cui la Prussia nel 1813, il Regno di Sardegna nel 1848, il Regno d’Italia nel 1861, la Gran Bretagna nel 1866, la Germania nel 1870.
Tutti questi trattati non hanno impedito l’antisemitismo del XIX secolo che portò all’affaire Dreyfuss e non hanno impedito la deportazione di milioni di ebrei verso i campi di concentramento nazisti durante la seconda guerra mondiale.

I nostri nonni e genitori hanno vissuto le deportazioni e le leggi razziali, firmate dal re, nipote di colui che “sdoganò” gli ebrei.

E non mi si venga a dire che fu una sospensione della democrazia e che erano tutti filo nazisti o di estrema destra. In europa intellettuali “illuminati” erano profondamente antisemiti, si legga Voltaire. C’erano tanti “Bobò”, esponenti della borghesia europea.
In Francia ci furono anchz molti esponenti della sinistra, tipo il deputato socialista Pierre Laval, che decise di inviare nei campi di sterminio 6 mila bambini ebrei, non richiesti, dal regime del terzo Reich. “Ripuliamo per bene la Francia”, avrebbe esclamanto il deputato del PSF.
Eppure gli Ebrei francesi erano integrati nella società. Basti pensare al caporale Dreyfuss. Gli ebrei vivevano fianco a fianco con i francesi cattolici e condividevano con loro le sorti della nazione.

Pensiamo anche alla Germania con il lancio della Wissenschaft des Judentums (Scienza del giudaismo) nel 1819. Studiosi e rabbini analizzeranno la tradizione ebraica in modo critico e creando una corrente evolutiva del giudaismo, non legata alla Halakhà ma al pensare umano, che allontanò parte degli ebrei dalle 13 regole di Maimonide, con l’idea che gli ebrei potessero vivere integrati nei paesi in cui risiedevano senza più dover recitare “Hashanà Abbaa leYerushalaim”.

Questa integrazione non ha impedito il nascere di un antisemitismo sempre più forte, a partire dalla fine della prima guerra mondiale e che ha avuto il suo maledetto culmine con l’ascesa di Hitler al potere. Per carità, lungi da me parole sul perchè della Shoà. Non posso e non ne ho le conoscenze. Ma mi permetto di dire che ogni qual volta abbiamo abbassato la guardia in tempi di pace, c’è sempre stato qualcuno che ci ha ricordato di essere ebrei e di non essere amati.
Se dovessi elencare tutti i pogrom subiti dagli ebrei nel corso dei secoli, scriverei un libro e non un articoletto.

Ogni anno nell’Haggada di Pessah leggiamo “in ogni generazione c’è qualcuno che si leva per annientarci”. Parole scritte 2000 anni fa, con una lucidità quasi profetica, di quello che sarebbe stato il percorso degli ebrei lungo la storia.

L’idea di sentirsi italiani o di qualsiasi altro paese europeo, è di per sé un sentimento nobile, un sentimento che sprona a vedere l’ebreo come un cittadino qualsiasi. Ma ha anche la pecca di dimenticare quello che gli ebrei hanno subito attraverso i secoli in Europa e di conseguenza ignorano le Scritture, dimentichi di quello che D.io ci ha ordinato e di come ce lo ha ordinato.

Ma perchè l’antisemitismo è sempre vivo e vegeto e ci oprime anche oggi?
Se tra qualcuno della nostra comunità ha ancora la testa dura, dei  non ebrei ci sono arrivati: un primo ministro britannico David Lloyd George dichiarò nel 1923: “Fra tutti i fanatismi che sono fuoriusciti dalla natura umana non c’è niente di più irrazionale ed di inspiegabile dell’antisemitismo… Se gli ebrei sono ricchi allora vengono derubati. Se sono poveri, sono vittime di ridicolo. Se prendono le parti in guerra, è perché vogliono sfruttare a proprio vantaggio lo spargimento di sangue di non-ebrei. Se sposano la pace, è perché sono spaventati dalla loro natura o perchè traditori.
Se l’Ebreo abita in un paese straniero che viene perseguitato ed espulso e quindi se vuole tornare al suo paese glielo si impedisce”.

Quindi quando ho dichiarato che chi si ostina a voler e sperare di vivere in pace in galut, ha dimenticato le parole della Toràh, l’ho fatto perchè conscio delle profezie spiegatemi ad una conferenza a cui ho preso parte di un grande e bravo rabbino israeliano del mondo francofono, che spiegava la veridicità della Toràh attraverso le profezie scritte in Essa. Ha dunque utilizzato delle chiare e nitide profezie del Deuteronomio per descrivere l’antisemitismo di questi 2 mila anni. E Vorrei ramentarvene qualcuna.

In Devarim c’è sritto: “Il Signore deporterà te e il re, che ti sarai costituito, in una nazione che né tu né i padri tuoi avete conosciuto… diventerai oggetto di stupore, di motteggio e di scherno per tutti i popoli fra i quali il Signore ti avrà condotto”….

Ancore in Devarim (Deuteronomio 28)… “Se non cercherai di eseguire tutte le parole di questa legge, scritte in questo libro, avendo timore di questo nome glorioso e terribile del Signore tuo Dio, allora il Signore colpirà te e i tuoi discendenti con flagelli prodigiosi: flagelli grandi e duraturi, malattie maligne e ostinate. Farà tornare su di te le infermità dell’Egitto, delle quali tu avevi paura, e si attaccheranno a te. Anche ogni altra malattia e ogni flagello, che non sta scritto nel libro di questa legge, il Signore manderà contro di te, finché tu non sia distrutto. Voi rimarrete in pochi uomini, dopo essere stati numerosi come le stelle del cielo, perché non avrai obbedito alla voce del Signore tuo Dio. Come il Signore gioiva a vostro riguardo nel beneficarvi e moltiplicarvi, così il Signore gioirà a vostro riguardo nel farvi perire e distruggervi; sarete strappati dal suolo, che vai a prendere in possesso. Il Signore ti disperderà fra tutti i popoli, da un’estremità fino all’altra; là servirai altri dèi, che né tu, né i tuoi padri avete conosciuti, dèi di legno e di pietra. Fra quelle nazioni non troverai sollievo e non vi sarà luogo di riposo per la pianta dei tuoi piedi; là il Signore ti darà un cuore trepidante, languore di occhi e angoscia di anima. La tua vita ti sarà dinanzi come sospesa a un filo; temerai notte e giorno e non sarai sicuro della tua vita. Alla mattina dirai: Se fosse sera! e alla sera dirai: Se fosse mattina!, a causa del timore che ti agiterà il cuore e delle cose che i tuoi occhi vedranno”.

Le avete lette? Ci riconoscete dentro la storia del popolo ebraico di questi 2000 anni?
Eppure sono state scritte prima dell’entrata in Eretz Canaan, oppure se vogliamo qssecondare gli atei, queste pqrole sono state scritte nel 300 AC, quando tutti vivevano tranquilli nella Terra promessa.

Come disse il rabbino Capo Toaff, la nazione degli Ebrei è la Toràh.
È la Toràh che definisce gli ebrei, con le sue regole e storie, e la terra promessa, i suoi frutti e la sua pace, sono la ricompensa su Terra del rispetto delle mitzvot. Il ritorno in Israele è la consacrazione dell’amore che D.io ha pe ril suo popolo.

Hashanà abbàa beYerushalaim, è il desiderio di ricompensa è di amore del proprio Creatore.

Emanuele Pinhas Gargiulo

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