Il Ministro Padoan: “Contro la crisi, ridurre i salari del 10%” (Per salvare l’Euro!)

Euro-vignettaGià nel 2012 Pier Carlo Padoan quando era ancora un economista dell’OCSE dichiarò che per uscire dalla crisi le riforme stutturali in Italia avevano giovato e che per consinuare su questa strada anti-crisi “ Ridurre gli stipendi aiuterebbe”. Le riforme strutturali adottate in Italia hanno già “confortato le prospettive di più lungo termine e devono proseguire,  una “riduzione dei salari, con lo scopo di allinearli maggiormente alla produttività, avrebbe per effetto di stimolare la competitività e di contenere l’aumento della disoccupazione”.”Riduzioni negli stipendi reali per renderli più conformi alla produttività potrebbero dare una spinta alla competitività e conterrebbero la disoccupazione.

Oggi che Pier Carlo Padoan è ministro dell’Economia del Governo guidato da Matteo Renzi, ha dichiarato di voler ridurre il salario dei lavoratori dipenti del 10%.

A questo punto Renzi & Co.mi devono spiegare come faranno a mettere 80 euro in più in busta paga e allo stesso tempo ridurla del 10%…. Renzi Mandrake!!!

Facciamo un gioco. Provate ad indovinare quale ministro delle finanze italiano ha messo in pratica queste riforme economiche per solidificare la moneta.

Il ministro in questione adottò una politica di privatizzazioni, riducendo il controllo dello stato nell’economia a favore del grande capitale di cui cercava il consenso. Queste misure avevano rilanciato l’economia, ma l’aumento delle importazioni, che erano maggiori  delle esportazioni, aveva causato un aumento dei prezzi e innescato l’inflazione.

Il ministro  ed il presidente del consiglio misero in pratica una politica di deflazione che fu possibile grazie al prestito di 100 milioni di dollari dalla banca statunitense Morgan.               Non ci fu un enorme ricorso a inasprimenti finanziari, ma il ministro puntò su una strategia economica che prevedeva la riduzione della domanda interna.

Per poter ridurre la domanda interna (ossia il potere d’acquisto del popolo) si applicò una riduzione dei salari tra il 10 ed il 20% e si mise in atto una restrizione della concessione del credito alle piccole e medie imprese.

Con la riduzione della domanda interna, il governo cercò di ridurre le importazioni. Risultato di questa politica fu che le piccole e medie industrie strozzate dalla contrazione del credito, fallirono o vennero assorbite dalle grandi. Ci fu di conseguenza una crisi dell’edilizia e una stagnazione della produzione che portò ad un aumento della disoccupazione.

Il risultato generale  dell’impatto sui cittadini italiani fu negativo  per colpa di una diminuzione del costo della vita, pari solo all’1,3%, che non compensò  la diminuzione dei salari del 10%,  colpendo soprattutto i ceti meno abbienti.

Allora avete capito chi è il ministro dell’economia in questione? Giuliano Amato? NO.

Padoa Schioppa? NO. Tremonti? No! Passera e Monti? NO!!!

Ve lo dico… Fu  Giuseppe Volpi, ministro delle Finanze dal 1925 al 1928, con presidente del Consiglio Benito Mussolini.

Queste riforme furono adottate per portare la Lira italiana alla famosa “Quota 90” sulla Sterlina britannica.

L’inflazione fece sprofondare la Lira a 155 contro la sterlina, la moneta più forte dell’epoca. Anche se gli industriali avrebbero preferito una quota verso i 120, ma le banche preferirono un cambio sui 90.

Se consideriamo oggi nel 2014,  il taglio della domanda interna messo in atto dal governo Monti con l’inasprimento delle tasse, con il taglio del credito alle piccole e medie imprese, e con ora l’idea di ridurre i salari del 10% (tra l’altro i salari italiani sono tra i più bassi d’Europa) ci ritroviamo con le stesse politiche finanziarie del Fascismo, ma sta volta è per salvare il culo all’Euro e al sistema economico elle Germania… Mi spiegate allora la differenza tra il Fascismo e la Democrazia?

Io continuo a dire che dall’Euro si deve uscire oggi, perchè domani, forse, sarà troppo tardi.

(Vignetta per gentile congession del sito ww.gr.rai.it)

Le Origini naziste dell’Unione Europea

ImmagineHo avuto difficoltà a capire che tutto quello in cui avevo creduto, stava sgretolandosi come un castello di sabbia. Quando nel 2001, il mio professore di “History of the European Union Economics” ci fece analizzare un documento redatto nel 1942 in Germania da membri del governo nazista: “The Europäische Wirtschaftsgemeinschaft” ossia “La Comunità Economica Europea”.

Il documento redatto dal ministro dell’economia di Hitler, Walther Funk e da altri professori di economia tedeschi consulenti di Hitler, dettagliava tutte le tematiche poi affrontate nel trattato di Roma del 1957.

Tutto nasce però il 9 maggio del 1938, quando Hitler e Mussolini si incontrano a Roma per decidere il processo di costruzione della nuova Europa. Per i Negoziati con gli Italiani, il Furher nomina un eminente giurista del regime nazista, Walter Hallstein.

Hallstein fu arruolato anche come ufficiale dell’esercito nazista sul fronte francese, dove fu catturato dagli alleati nel 1944, e portato negli USA come prigioniero di guerra.

L’idea dell’Europa promossa da Hallstein prevedeva un nuovo processo politico che abolisse le democrazie, fallimentari e causa dei mali d’Europa secondo i nazisti, e che prevedesse mezzi di comunicazione (trasporti ecc.) più forti in tutta l’Europa. L’abbattimento delle frontiere, per fare in modo che tutti i lavoratori europei potessero circolare liberamente, dove il commercio potesse essere libero. Tutto, però, sotto il controllo tedesco e italiano, con una centralizzazione economica e finanziaria a Berlino. Il regime di Vichy in Francia nel 1941 lanciò una campagna che incitava i lavoratori francesi ad andare a lavorare in Germania, per laFrancia, per la Gia e per l’Europa!Immagine

Il documento del 1942 del ministro Funk riprende la concezione di Walter Hallstein, integrando in questa fase un controllo monetario a trazione Reich Marc (Marco tedesco nazista).

Perchè i nazisti hanno voluto un’Europa unita economicamente e centralizzata in Germania?

Hallstein non fu solo. Con lui collaborò anche Carl Friedrich Ophuels, un giurista che si occupava dei  termini legali dei brevetti della IG Farben. Ophuels ce lo ritroveremo, poi dopo la seconda guerra mondiale come mebro diplomatico di spicco della Germania Ovest. Si occupò della divisione delle due Germanie e delle relazioni con gli altri stati europei.

La IG Farben Consorzio è stata costituita nel 1925 da Bayer , BASF , Hoechst e alcune aziende chimiche tedesche più piccole . E ‘stata la più grande società al mondo nei settori emergenti di coloranti [ ” Farben ” in lingua tedesca] , prodotti chimici , farmaceutici, materie plastiche e altri prodotti sintetici brevettati .

Con decine di migliaia di brevetti , IG Farben era la più grande proprietaria di brevetti del mondo in quel momento . il gradino in più sarebbe stato quindi l’estensione dei suoi brevetti per monopolizzare i giganteschi mercati emergenti di prodotti sintetici brevettati in tutto il resto del mondo. Già nel 1904, il presidente della Bayer, Carl Duisberg, aveva già chiesto la formazione di una tale intesa , ponendosi l’obiettivo esplicito per l’industria chimica tedesca a ” governare il mondo ” .

A tal fine , Bayer , BASF e altre società chimiche tedesche si portarono volontarie per la fornitura di esplosivi e gas velenosi all’esercito imperiale tedesco per lanciare la prima guerra mondiale .

Nel 1918 l’esercito tedesco fu sconfitto ed il primo tentativo del consorzio chimico tedesco per raggiungere la conquista del mondo fallì . Ma non si arrese .

Bayer, BASF , la Hoechst – che opera dal 1925 come la IG Farben – finanzìò l’ascesa del partito nazista e preparò tecnicamente e logisticamente il successivo tentativo di conquista del mondo , la seconda guerra mondiale .

Nel 1942 , le industrie chimiche di mezza Europa erano sotto il controllo della  IG Farben . Nel 1945 , il secondo tentativo per la conquista del mondo fallì . Nel 1948 , molti registi IG Farben furono condannati durante il Tribunale penale di Norimberga di genocidio , schiavitù, saccheggio e altri crimini contro l’umanità .

In cambio del finanziamento  dell’ascesa dei nazisti e l’equipaggiamentoi per la seconda guerra mondiale, la IG Farben fu il beneficiario economico primario della conquista dell’Europa . Un esempio della stretta collaborazione tra Farben e i nazisti è il campo di concentramento di Auschwitz .

Finanziato con un credito di 1 miliardo di Reichsmark , dalla Banca Deutsche e Dresdner Bank , IG Farben costruì il più grande complesso industriale del mondo a quel tempo nella città polacca di Auschwitz .

L’impianto ” IG Auschwitz ” produsse la gomma sintetica , benzina e altri prodotti chimici per la conquista nazista / IG Farben di Russia e Asia .

Per la costruzione di questo impianto gigante , il vicino  Campo di concentramento di Auschwitz fu ampliato ed diventò il più grande campo di lavori forzati del mondo e campo di sterminio più tardi .

Questi e molti altri crimini commessi dal cartello IG Farben , ad Auschwitz e in altri Paesi sono documentate nei registri del Tribunale di Norimberga Norimberga contro i principali dirigenti di questo cartello . Più scioccante tra questi documenti sono gli esperimenti medici mortali – la maggior parte delle quali sono stati condotti con farmaci brevettati dall’industria farmaceutica Bayer , Hoechst e altre società IG Farben . Il Tribunale di Norimberga rivelò che alcuni dei medici che effettuano questi esperimenti mortali, tra cui il dottor Vetter , erano – a quel tempo – dipendenti retribuiti dell  BAYER.

Nel 1957 a Roma si incontrano i rappresentanti politici di Francia, Belgio, Olanda, Lussemburgo, Germania e Italia, per firmare il primo trattato che sancirà la nascita della prima Comunità Economica Europea. Indovinate chi fu il firmatario per la Germania? Un certo Walter Hallstein!!!!

ImmagineHallstein non solo condusse e firmò il trattato di Roma, diventando uno dei 12 padri della CEE, ma divenne anche il primo presidente della CEE dal 1958 al 1967.

Come funziona l’Europa? La commissione Europea è nominata dai capi di stato Europei ed è soggetta ad un voto di approvazione del parlamento Europeo, ossia i partiti che fanno capo ai governi nazionali che hanno scelto il presidente della commissione.

La commissione europea ha un ruolo di controllo sulla legiferazione del parlame,nto europeo, e dirige oltre i 54 mila dipendenti dell’Unione Europea. E il popoli europei in tutto questo?

Fatevi una domanda: “Come fanno 700 e passa parlamentari a controllare l’operato di 54 mila burocrati al saldo della commissione europea che a sua volta controlla il parlamento?

Referenze

Walther Funk, “The Europäische Wirtschaftsgemeinschaft – Berlin 1942” (The European Economic Community – Berlin 1942)

 P.A. Taylor, A. Niedzwieski, M.Rath e A. Kowalczyk, “The Nazi root of Brussels EU”

http://www.europa .eu, “Funzionamento della UE: Istituzioni e altri organi dell’UE”

www.en.wikipedia.org“Walter Hallstein”

Il grande pasticcio delle primarie del Movimento 5 Stelle

ImmagineGrillo si è arrabbiato con la stampa, perchè ha diffuso la notizia che alcuni candidati alle primarie abbiano vinto con soli 33 voti, attaccandoli di mistificare e di mentire. Purtroppo mi tocca difenderla questa maledetta stampa.

Queste primarie hanno peccato in tante cose; una su tutte la trasparenza delle informazioni, prima, durante e dopo le elezioni.

Se il blog di Grillo comunica i risultati per regioni, senza specificare il numero dei candidati, il numero degli iscritti a votare e i votanti per regione, è un assist a chi non aspetta altro che un errore per colpire senza pietà. Se nel blog avessimo letto che in Valle d’Aosta  c’erano 4 candidati con 200 iscritti e 60 votanti allora forse i 33 voti non ci sarebbero parsi cosi “scandalosi”.

Queste sono state, forse, le elezioni primarie le peggio organizzate o se si vuole vedere il bicchiere mezzo vuoto, le elezioni con la più grande disorganizzazione mai vista prima. Queste le ho vissute in prima persona e non le altre, e devo dire che sono rimasto molto deluso.

Non voglio fare polemiche sul fatto
che, magari con questa disorganizzazione, si siano voluti avvantaggiare alcuni dei candidati contro gli altri. preferisco restare ottimista e criticare costruttivamente quello che è stato, forse, un autogol ridicolo, ma che con un po’ di volontà in più si sarebbe potuto trasformare in una grande azione di contropiede con “un gol alla Maradona” ai partiti politici della casta.

Mancanza di informazione sul come e quando ci si poteva iscrivere alle primarie, nessun periodo di validità di iscrizione. Si sarebbe potuto identificare un periodo, del tipo “dal 15 al 31 marzo via alle iscrizioni alle primarie per le elezioni europee”.

Invece  iscrizioni senza data di scadenza, invito a votare per i candidati a sorpresa.

Il peggio dell’autogol è stato che al secondo turno le mail sono state addirittura 2.

Un problema occorso nelle prime ore della giornata  e mi sono ritrovato a votare 2 volte (Lo stesso candidato di Castellammare di Stabia, la Mia città) con le preferenze azzerate. Spero vivamente che il mio voto questa volta non sia valso 2. Dopo aver riverificato le votazioni sono state addirittura sospese.

Per la presentazione alle primarie una pagina con solo 2000 Caratteri, e nessun allerta per l’oltrepassaggio del limite. Risultato: curriculum e intenzioni di programma  tagliati, con una gran parte di loro illeggibili e incoerenti. Molti senza neanche una parola!

Metodo di ricerca dei candidati  (per provincia, età e sesso) che ha lasciato subito presagire, che chi doveva votare sapesse già chi doveva cercare. Senza dare una minima possibilità ai meno conosciuti.

L’iscrizione aperta a cani e a porci. Con tutto il rispetto per tutti, ma Grillo aveva dichiarato giorni prima “Dobbiamo mandare in Europa persone che ne capiscono e che parlino più lingue”. Risultato: l’apertura a tutti ha fatto eleggere persone che non corrispondono a questi criteri. Che siano brave persone senza dubbio, ma che corrispando ai criteri enunciati da Grillo ce ne vuole.

Bastava fare una selezione di curricula. Gente laureata in Economia, Agraria, Salute e Medicina, Diritto internazionale, con 2 o più lingue nel bagaglio culturale. Ci si poteva spendere più tempo, per le selezioni. Incontrare e discutere con i candidati.

Io mi sono presentato, non so quanti voti ho preso, forse solo il mio. Si ammetto che mi brucia, soprattutto vedere chi ha vinto le primarie in Campania al primo turno.

Luigia Embrice, che annunciava di voler diventar euro-parlamentare per andare a difendere i diritti degli LGBT. Come se la lobby gay  non fosse di già potente così. Una persona che secondo me ha vinto perchè ha fatto iscrivere tutti i membri della sua associazione o comunità. Per carità, è giusto anche così, però forse in termini tattici e meritocratici, forse avrebbe meritato qualcun altro.

Io vivo all’estero da 15 anni, non ho più un radicamento sul territorio nazionale, eppur il mio Paese mi sta ancora a cuore. Ma noi italiani all’estero, tra Francia Inghilterra e Germania etc. siamo stati tagliati fuori perché non abbiamo avuto nessun modo per presentarci ai nostri amici del M5S. Noi che forse di Europa ne capiamo un po’ di più dei nostri amici rimasti in Italia.

Bastava una selezione con curriculum e colloquio, poi una presentazione ondine agli iscritti via video Youtube, curriculum e intenzioni, per dare la possibilità anche agli iscritti di conoscere chi si voleva mettere in gioco. Anche questa “selezione” di candidati darà adito ai denigratori, di dire che i selezionati saranno solo burattini in mano a Grillo e Casaleggio.

Spero vivamente che le mie critiche siano ascoltate. Perché sennò siamo di nuovo punto e dacapo, niente meritocrazia solo scambio di voti lobbisti come nel PD.

Risultato finale è che, con Luigia Embrice in lista nella circoscrizione Sud, il mio voto, pure con profonda amarezza, non andrà al Movimento 5 Stelle. Di lobby Gay non ho già piene le scatole.

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Cambiare: Insieme si può

L’Italia si ritrova in un momento di crisi profonda; economica e politica. Riflesso questo di una società ridimensionata culturalmente negli ultimi 30 anni da un sistema in cui la televisione, il calcio, l’informazione o meglio la disinformazione hanno permesso un appiattimento mentale di gran parte della società, dai più grandi ai più piccini.

Cosa interessa all’italiaImmagineno medio è di non perdere la puntata del Grande Fratello, o di andare allo stadio ad insultare un po’ chi capita sotto mano, e magari per essere un po’ più impegnati, ci si schiera a favore o contro i processi di Berlusconi.

Silvio, l’ex cavaliere, l’ex senatore, l’ex presidente del Consiglio, era diventato,  grazie al sistema messo in piedi da lui stesso, Mediaset, Pubblitalia e così via,  il simbolo di un’Italia che non aveva più voglia di impegnarsi e di rimboccarsi le maniche per crearsi una vita dignitosa.

Tanti anni fa, durante il servizio del Tg per una mega vincita del Super Enalotto, chiesero ad un uomo cosa avrebbe fatto con i 158 milioni della vincita. La risposta fu la più desolante che si potesse ascoltare, il punto di non ritorno: “Io farei come Berlusconi, tante donne e a caccia di potere”. Da qualche anno il Movimento 5 Stelle è entrato attivamente nel mondo politico e della società. Gli italiani stanno dando segnali di una voglia vera di cambiamento. Eppure Beppe Grillo, me lo ricordo bene, diceva tantissime cose interessanti nei suoi spettacoli. I detrattori adesso li chiamano comizi a pagamento, ma dagli spettacoli del genovese, ce ne uscivamo sempre un po’ meno ignoranti.

 Il nostro Beppe, da 30 anni e più, ha mostrato una svolta ecologista e di denuncia di una società e di una politica malate: “Qui sono tutti socialisti? Ma allora a chi rubano?”Immagine

La gente rideva e applaudiva, ma una volta varcato l’uscio dimenticava tutto, come se tra le porte ci fosse stato uno scanner “mind eraser” cancella memoria.

I meetup di Grillo sono “sbucati” fuori solo da 4/5 anni.  Grillo è ritornato alla carica nel momento giusto. I movimenti di sinistra legati ai vari partiti comunisti si erano sensibilmente sgretolati, e tanti giovani si sono ritrovati da un giorno all’altro senza un punto di riferimento.

Ed ecco che qualche impavido ha avuto l’idea di formare un movimento di sensibilizzazione politica e culturale intorno agli spettacoli di Grillo.

Il blog è nato, poi, per diffondere queste idee e ampliare una partecipazione che pian piano trovava sempre più gente “tagliata fuori” dalla politica tradizionale, e stufa di essere sempre al servizio del politico di partito rinchiuso nella casta.

 Anche io ho aderito al M5S, sono un convinto sostenitore. Non vengo da una cultura di sinistra, anzi ero e mi sento una persona culturalmente legata alla Destra, ma devo ammettere mi ritrovo in quasi tutto quello che il M5S dice, vanta e fa…

Internet ha dato la possibilità di esprimere le proprie idee e di diffonderle. Nel mio piccolo ho voglia di parteciparvi…