L’Europa come i nazisti, e l’Euro come il Marco? Si, Di Battista ha ragione!

Napolitano Presidente, la protesta davanti a MontecitorioL’attacco, che l’Onorevole Di Battista ha subito dal PiDiota Stefano Pedica, è di quelli a basso costo propagandistico sinistroide; insulti gratuiti e senza contenuti pratici.

In poche parole: è come se gli avesse detto: ” Tu non la pensi come noi del PD, quindi tu devi essere sicuramente un deficiente e un imbecille!” Odio e ho sempre odiato questo carattere della sinistra che mi ripulsa.

Tengo a precisare che sono sempre stato onesto intellettualmente e non ho mai attaccato gratuitamente e alla cieca  il M5S, in quanto tale, quindi sta volta mi tocca difendere il Dibba.

Ma ribadisco che non sono grillino, e il M5S mi sta antipatico, e di più mi stanno antipatici Di Battista e Di Stefano, che a mio avviso di politica estera non ne capiscono nulla. Ma quando hanno ragione, hanno ragione e c’è poco da fare.

Come riportato da repubblica oggi (Venerdi 13 Marzo):
L’attacco, nemmeno troppo velato, è alla Germania della cancelliera Angela Markel.

Intervenendo ad un Protests-Athens-Merkel-Sa-008convegno dal titolo evocativo – «All’Alba di una nuova Europa» – il deputato del Movimento 5 Stelle, Alessandro Di Battista, torna a puntare il dito contro l’euro: «Tutto quello che ci dicono che potrebbe succedere se uscissimo dall’euro, sta già succedendo. «Dicono che se usciamo dall’euro ci sarà disoccupazione, perdita di potere di acquisto da parte dei cittadini o di potere industriale dell’Italia, tutto questo in realtà sta già succedendo restando nella moneta unica».
L’euro non è una moneta nostra. Noi stiamo nel marco, non nell’euro. Poi continua “bisogna lasciare il «nazismo centrale nordeuropeo» che «produrrà sempre più schiavi» a danno dei «paesi del Sud Europa».

Ci sono diversi modi per uscire dall’euro: iniziamo a contrastare questo mantra». Di Battista ha rilanciato quindi il referendum per uscire dall’euro su cui M5S sta raccogliendo le firme.

Per queste affermazioni il pidiota Pedica insulta e sbeffeggia Di Battista con un “mauvais gout” da sinistra borghese radical chic, che a me non è andata giu.

Vediamo di dare ragione al Dibba su alcuni argomenti e zittire Pedica con un po’ di storia dell’Unione Europea:

Suggerisco al caro deputato del PD un documento redatto nel 1942 in Germania da membri del governo nazista: “The Europäische Wirtschaftsgemeinschaft” ossia “La Comunità Economica Europea”. Questo documento redatto dal ministro dell’economia di Hitler, Walther Funk e da altri professori di economia tedeschi consulenti di Hitler, dettagliava tutte le tematiche poi affrontate nel trattato di Roma del 1957.

Tutto nasce però il 9 maggio del 1938, quando Hitler e Mussolini si incontrano a Roma per decidere il processo di costruzione della nuova Europa. Per i Negoziati con gli Italiani, il Furher nomina un eminente giurista del regime nazista, Walter Hallstein.
Hallstein fu arruolato anche come ufficiale dell’esercito nazista sul fronte francese, dove fu catturato dagli alleati nel 1944, e portato negli USA come prigioniero di guerra.
L’idea dell’Europa promossa da Hallstein prevedeva un nuovo processo politico che abolisse le democrazie, fallimentari e causa dei mali d’Europa secondo i nazisti. L’abbattimento delle frontiere, per fare in modo che tutti i lavoratori europei potessero circolare liberamente, dove il commercio potesse essere libero. Tutto, però, sotto il controllo tedesco e italiano, con una centralizzazione economica e finanziaria a Berlino.

hallsteinIl documento del 1942 del ministro Funk riprende la concezione di Walter Hallstein, integrando in questa fase un controllo monetario a trazione Reich Marc (Marco tedesco nazista).
Perchè i nazisti hanno voluto un’Europa unita economicamente e centralizzata in Germania?
Hallstein non fu solo. Con lui collaborò anche Carl Friedrich Ophuels, un giurista che si occupava dei termini legali dei brevetti della IG Farben. Ophuels ce lo ritroveremo, poi dopo la seconda guerra mondiale come membro diplomatico di spicco della Germania Ovest. Si occupò della divisione delle due Germanie e delle relazioni con gli altri stati europei.

La IG Farben Consorzio è stata costituita nel 1925 da Bayer , BASF , Hoechst e alcune aziende chimiche tedesche più piccole . E ‘stata la più grande società al mondo nei settori emergenti di coloranti [ ” Farben ” in lingua tedesca] , prodotti chimici , farmaceutici, materie plastiche e altri prodotti sintetici brevettati .
La società che aveva finanziato la prima guerra mondiale, e poi l’ascesa del regime nazista per controllare il mercato europeo, ponendosi l’obiettivo esplicito per l’industria chimica tedesca a ” governare il mondo ” .

Nel 1957 a Roma si incontrano i rappresentanti politici di Francia, Belgio, Olanda, Lussemburgo, Germania e Italia, per firmare il primo trattato che sancirà la nascita della prima Comunità Economica Europea.
Indovinate chi fu il firmatario per la Germania? Un certo Walter Hallstein!!!!

Hallstein non solo condusse e firmò il trattato di Roma, diventando uno dei 12 padri della CEE, ma divenne anche il primo presidente della CEE dal 1958 al 1967.
In pratica i nazisti hanno vinto la guerra perdendola!!! Siamo all’assurdo!

Ora vediamo come funziona l’Europa? La commissione Europea è nominata dai capi di stato Europei ed è soggetta ad un voto di approvazione del parlamento Europeo, ossia i partiti che fanno capo ai governi nazionali che hanno scelto il presidente della commissione.

La commissione europea ha un ruolo di controllo sulla legiferazione del parlamento europeo, e dirige oltre i 54 mila dipendenti dell’Unione Europea. E il popoli europei in tutto questo?
Fatevi una domanda: “Come fanno 700 e passa parlamentari a controllare l’operato di 54 mila burocrati al saldo della commissione europea che a sua volta controlla il parlamento?

Chi decide veramente avallando le nomine dei commissari europei?

Il gruppo Bilderberg. Il gruppo creato dalla famiglia Rockefeller negli anni 50. I Rockefeller sono una famiglia americana di origine tedesca, molto ricca e potente. Hanno basato la propria fortuna sul petrolio attraverso il gruppo “Standard Oil”, e poi attraverso il controllo della banca Chase Manhattan. Al contrario di quanto si possa pensare, i Rockefeller non sono ebrei, ma al contrario erano antisemiti. Per esempio John D. Rockefeller, da devoto Battista ( che erano noti per la loro avversione agli ebrei) si alleo con il banchiere J.P. Morgan, finanziando vari progetti per limitare la crescita economica di alcune famiglie ebree americane.
Il gruppo Bilderberg fu poi supportato e finanziato anche dalla Ford Foundation di Harry Ford (noto anche per il suo antisemitismo).

Tornando all’Euro, Di Battista ha ragione quando dice che i mali descritti da un’ipotetica uscita si stanno già avverando. In effetti è in atto una politica economica e monetaria che porta alla distruzione della domanda interna, per ridurre i costi delle importazioni. Questa politica serve a controllare i tassi di cambio che hanno definito l’Euro, e quindi a tenere a galla la moneta unica.volpe e musso

La stessa politica fu adottata nel 1924 dal ministro dell’economia del governo fascista, Giuseppe Volpi, presidente della Confindustria e noto esponente della massoneria veneziana.
Il piano economico fu poi conosciuto sotto il piu famoso soprannome di “Quota 90”.
Nel 1922 La lira era a 160 Lire contro la sterlina, che all’epoca era la moneta dominante.

Il governo fascista volle portare il tasso di cambio a 90 lire per una sterlina. E Per fare questo per primo si fece prestare 100 milioni di dollari dalla JP Morgan ( gli amici dei Rockefeller), poi ridusse i salari del 20%, per ridurre la domanda interna e importare di meno. Poi ci fu la famosa battaglia del grano, per aumentare la produzione interna. Il credito bancario fu negato alle piccole e medie imprese, lasciandole fallire, e favorendo la grande industria.
Sebbene il governo porto’ il tasso di cambio a 90 lire, nel paese i benefici non se ne videro molti: la disoccupazione era aumentata, sebbene i prezzi dei beni di consumo erano diminuiti, non riflettevano la riduzione dei salari del 20%. Le piccole e medie imprese fallirono riducendo la produzione del made in Italy.
Questa politica vi dice qualcosa? Beh se si è perché è la stessa politica adoperata oggi per tenere su l’Euro.

Dove non sono d’accordo con il M5S è questo ostinarsi su un referendum consultivo che è incostituzionale e non passerà mai.

Col PD al governo l’unico modo per uscire dall’Euro è la fine della moneta unica.. ma uscendo per colpa di una drastica fine, a questo punto, forse, gli analisti fatalisti avranno ragione!

 

REFERENZE

Repubblica.it, M5S, Di Battista contro la Germania: «Schiavi del marco, nord Ue nazista», 13 marzo 2015, redazione online
Walther Funk, “The Europäische Wirtschaftsgemeinschaft – Berlin 1942” (The European Economic Community – Berlin 1942)
P.A. Taylor, A. Niedzwieski, M.Rath e A. Kowalczyk, “The Nazi root of Brussels EU”
http://www.europa.eu, “Funzionamento della UE: Istituzioni e altri organi dell’UE”
http://www.en.wikipedia.org “Walter Hallstein”
Emanuele Gargiulo, 2014, The Euro Currency and the History of Monetary Economics, Paperback

L’EURO: Come uscire da un fallimento annunciato?

Euro-vignettaHo ascoltato l’intervista del deputato e vice presidente della Camera dei 5 Stelle Luigi di Maio, e mi sono cascate le braccia. Un altro che parla do cose che non conosce, almeno studiasse prima, consultasse qualche vero economista. Invece no si deve cavalcare l’onda del NO EURO, e si può raccontare di tutto tanto il popolo italiano non capisce nulla.

Non sto a commentare le ulteriori baggianate dette da Di Maio sull’euro.

Ora detto questo uscire dall’euro è fattibile ma bisogna far eun’analisi concreta dei potenziali rischi e di come poterli evitare.

Per primo bisogna capire cosa è l’Euro e perchè sta fallendo:

Robert Mundell, un economista canadese, ha sviluppato una teoria sulle monete uniche, the OCA Theory,(Optimum Currency Areas) Teoria delle Aree valutarie ottimali che spiega come più nazioni possano adottare una moneta unica. Questo studio è valso a Mundel il premio Nobel nel 1999.

In breve la teoria Mundell dice che diverse regioni geografiche (chiamateli se volete stati) per poter adottare una moneta unica devono rispettare i seguenti criteri:

– Politica economica unica (federale)
– Sistema pensionistico unico (federale)
– Sistema fiscale unico (tasse federali)
– Sistema finanziario unico ( condivisione del debito e mercato unico dei bonds)
– Unica lingua ( per poter permettere la mobilità dei lavoratori da una regione in crisi verso un’altra più ricca.

Questi criteri sono anche i parametri che tengono legati una nazione alla moneta unica..

La regione economica ottimale che pienamente rispecchia queste regole sono gli USA!

Ma vediamo a casa nostra: Questi criteri non esistono nell’UE e vediamo perchè.
Quando si pensò all’Euro ci furono du analisi monetarie in merito: la prima fu quella fedele alla teoria di Mundell, che voleva che l’Unione europea adottasse delle politiche economiche, finanziarie e fiscali di tipo federale, in maniera da consolidare la moneta unica.

La seconda analisi, quella supportata dalle multinazionali, preferiva una costituzione della moneta unica ed in seguito degli aggiustamenti economico politici ti tipo federale.
Ossia costruiamo il palazzo e piano piano ci mettiamo le fondamenta!

Dal 1999 queste fondamenta, ossia le politiche economiche, finanziarie e fiscali di tipo federale non sono mai state neanche considerate.
Per esempio la Germania rifiuta la costituzione di un mercato unico dei titoli di stato, i famosi eurobond, per poter condividere il debito europeo a tutti gli stati.

Allora cosa ci lega alla moneta unica e alla UE?

Nel caso dell’Euro, noi abbiamo solo concesso la nostra sovranità monetaria alla BCE (Banca Centrale Europea), ossia di battere moneta, lasciandogli decidere, quanto denaro stampare e a che tasso prestarcelo.

Ma vediamo quanto ci costa questo scherzo:

L’Italia, come ogni membro UE contribuisce con l’1% del pil nazionale. Nel 2013 abbiamo versato alla UE circa 15 miliardi di euro, per poi riceverne solo 9 come incentivo per progetti che, in teoria, avrebbero dovuto aiutare la nostra economia! Ma è ancora peggiore negli anni prcedenti: rispetto al contributo versato, l’Italia ha perso 5,4 miliardi nel 2012, addirittura 7,4 nel 2011, ben 6,5 nel 2010. In dieci anni abbiamo versato alla UE 159 miliardi di euro, provenienti dalle tasse degli italiani e ne abbiamo riceviuti appena 104. Alla fine dei conti, l’Italia in 10 anni ha perso 55 miliardi.

Questo a causa della cattiva gestione politica sia a livello nazionale e regionale. I peggio è che di questi finanziamenti assegnati, l’Italia a malapena ha speso il 52%. Un risultato veramente deprimente!
Dal 2006, con il libro bianco dell’allora ministro Bonino del governo Prodi, che siamo al corrente di questi sprechi, ma nulla è stato mai fatto!
L’Italia è il terzo «contribuente netto» dell’Ue, finanzia il 12% del bilancio europeo (pari a 140 miliardi), ma non riesce a pareggiare i conti con quello che riceve. Altri paesi europei invece ricevono di più di quanto versano, come la Polonia ha un saldo positivo di 8 miliardi all’anno e la Spagna di 3,1 miliardi. Perfino la Grecia ci supera, incassando ogni anno 4,6 miliardi più del contributo versato.

Un’altra spesa è il MES (Meccanismo di Stabilità Europea) o Fondo Salva Stati, che prevede l’obbligo, per tutti i Paesi di versare al fondo una quota che è stabilita.

esmCome possiamo vedere dal grafico, l’Italia dovrà versare al fondo un totale di 125 miliardidi euro entro 5 anni. L’italia ne avrebbe già pagati 54 e quindi ne restano da pagare 71 miliardi entro il 2016. E abbiamo già prestato 40 miliardi alla Grecia!
Una cifra enorme che darà il colpo di grazia alla nostra precaria situazione economica.

Ma uscire dall’Euro si può?

Economisti e i politici della sinistra, amici dei poteri forti e delle multinazionali, difendono l’Euro paventando un disastro economico altissimo in caso di uscita dall’Euro.
Dall’altra i partiti di destra e i cazzari del M5S, che cavalcano le onde dei sentimenti popolari, sono tutti per un abbandono drastico dell’Euro, assicurando che non ci saranno rischi economici.

Chi ha ragione?
Eh bella domanda! Non lo so. In effetti il sistema Euro è il primo esperimento di moneta unica al mondo. Ossia una moneta che ha sostituito più monete nazionali.
Non ci sono quindi prove concrete delle ripercussioni economiche che possa avere una nazione che abbandoni il sistema monetario unico.

Vediamo di analizzare qualche avvenimento del passato.

Accordo Europeo di Cambio

Fu creato dai 9 stati membri nel 1978 per limitare le continue fluttuazioni dei tassi di cambio con la stabilizzazione delle monete europee e prevedva una “parità centrale” dell’ECU
Nel Marzo del 1979 fu stabilito lo SME (Sistema Monetario Europeo) che prevedeva la “Parità centrale” dell’ECU, dove ogni paese era obbligato a mantenere la proria valuta al + o -2,25% rispetto al valore dell’ECU.

Nel 1992 il governo italiano, retto da Amato, il 13 settembre decise di svalutare il cambio di riferimento della valuta nazionale complessivamente del 7% per poi uscire dallo SME.
Anche il governo britannico decise di uscire dallo SME seguito poi dal governo italiano.

L’uscita dallo SME ha causato un effetto economico che è stato interpretato dai puristi come un danno, mentre da altri economisti come un effetto limitato che avrebbe potuto essere magiore nello SME.
Da notare che l’inflazione dal il 1992 cala attestandosi largamente al di sotto del 5%
Una volta smaltiti gli effetti della speculazione, il PIL (reale) fu in crescita.
Il rapporto Deficit/ PIL si ridusse di 3 punti in 3 anni.
Note negative è l’aumento drastico del rapporto Debito/Pil, dovuto ad un abbassamento del PIL del 92/93 e dell’aumento della disoccupazione di 3 punti nei 3 anni successivi il ’92.

Cosa bisogna fare?

AREND_euroL’euro fino ad ora ci è costato un botto: Circa 2 miliardi e 250 milioni di euro furono prelevati ai cittadini nel 1997 e 125 miliardi pe ril fondo salva Stati, più i 55 miliardi persi per strada.

Purtroppo anche la politica agricola europea ci danneggia.
L’Euro è destinato a implodere e se la sua fine, che non tarderà, dovesse precedere ogni qualsi voglia uscita, si richieràuna catastrofe economica se non si farà nulla per prevenire le conseguenze di una sua fine.

Bisogna prendere alcuni accorgimenti finanziari ed economici per far aumentare il Pil (io penso almeno 3 anni) per mantenere una svalutazione della nuova Lira intorno al 7%.

Si deve uscire dal fondo salvastati.
Recuperare i miliardi persi con i versamenti alla UE.

Bisogna ridurre il divario economico Nord/Sud, a questo potrebbe contribuire l’incentivazione dell’ agricoltura e evitare importazione di prodotti dall’estero. Anche l’incremento del turismo sarà una risorsa.

Aumentare la produzione per creare lavoro e ridurre quindi la disoccupazione, e per questo una politica di defiscalizzazione delle imprese potrà aiutare.
Bisogna tagliare le spese di troppo della pubblica amministrazione e delle società che fanno capo allo stato, e recuperare subito i soldi versati per il fondo salva stati e il prestito alla Grecia.
Un totale di quasi 100 miliardi di Euro che potranno essere utili per aggiustamenti economici e finanziari durante i primi 3 anni della nuova moneta. Consideranto che il rapporto deficit/Pil potrà essere sforato per incentivare l’economia, i 100 miliardi potranno essere usati per incentivare la produzione industriale del Paese via crediti di stato a tassi agevoltati.

Non sarà facile farlo, soprattutto con la classe politica che abbiamo e soprattutto se un’opposizione grullina fosse al governo, li rischieremo lo sbando totale.

Ma se aspettiamo ancora l’inevitabile fine dell’Euro ci investirà tutti come uno Tzunami!

Dalla corona di Mordechai a quella del Mashiah: l’antisemitismo, la gheulà e le profezie della Torà

Gog and Magod“Tira una brutta aria in Europa, si riaffacciano i tempi cupi dell’antisemitismo”.
Questa brutta aria la stiamo vivendo, chi più chi meno, tutti noi. Siamo tesi e stressati per ciò che sta avvenendo in Europa. Io personalmente vivo in Francia da 10 anni, dove più di dieci persone sono state barbaramente uccise perchè di religione ebraica. La tensione è alle stelle e la si nota dall’altissimo numero di ebrei che lasciano la Francia per Israele.

Nei forum dedicati alla comunità ebraica la tensione si sente e si vede e genera polemiche e attriti tra i membri. Non ultima quella generata dalle parole del Primo Ministro Israeliano Benjamin Netanyahu che ha esortato gli ebrei d’Europa ad installarsi in Israele.

A queste parole hanno fatto seguito i fatti: il governo israeliano ha infatti stanziato circa 50 milioni di dollari per “l’assorbimento” dei migranti provenienti dalla Francia, Belgio e Ucraina.

La polemica nata dalle parole di Netanyahu è stata forte e ha diviso l’opinione della comunità; chi da un lato sionista e religioso applaudiva le parole di Bibi, dall’altro lato, la corrente di sinistra, tradizionalista attaccava magari anche giustamente, Netanyhau, reo, secondo loro, di strumentalizzare gli atti antisemiti per la campagna elettorale. “Netanyahu deve capire che noi siamo italiani ed europei e vogliamo vivere qui”.

Una polemica triste, figlia della preoccupazione e dell’angoscia che invade i nostri stati d’animo, che  è stata translata su Moked con un paragone  con l’abbigliamento regale di Mordechai, che si è ritrovato vestito da re e sul cavallo regale, come diremmo oggi a sua insaputa. Un privilegio, frutto del “Haruah Hakodesh” che ha ricordato al re persiano, che un uomo ebreo gli aveva salvato la vita, e dall’altro la spinta della cupidigia e dall superbia di un uomo che si credeva l’unto del re.
Le parole di critica a Netanyahu, a mio avviso, sanno di memoria corta.
Per 2 mila anni gli ebrei sono stati perseguitati, cacciati, massacrati, gasati e convertiti di forza. Perchè dovrebbe cambiare adesso? Voi mi direte siamo nel 2015, ci sono i diritti umani c’è la libertà e la democrazia.
Bhè se consideriamo che dal 1781 fu emanata in Austria, una “patente di tolleranza”, ossia un atto legislativo che concedeva la libertà di culto ai gruppi non cattolici tra cui gli ebrei, mentre la Rivoluzione francese pronuncia a sua volta la piena equiparazione degli ebrei agli altri cittadini nel 1791.
La “emancipazione” degli ebrei fu successivamente sancita nel corso dell’Ottocento dagli altri Stati europei, tra cui la Prussia nel 1813, il Regno di Sardegna nel 1848, il Regno d’Italia nel 1861, la Gran Bretagna nel 1866, la Germania nel 1870.
Tutti questi trattati non hanno impedito l’antisemitismo del XIX secolo che portò all’affaire Dreyfuss e non hanno impedito la deportazione di milioni di ebrei verso i campi di concentramento nazisti durante la seconda guerra mondiale.

I nostri nonni e genitori hanno vissuto le deportazioni e le leggi razziali, firmate dal re, nipote di colui che “sdoganò” gli ebrei.

E non mi si venga a dire che fu una sospensione della democrazia e che erano tutti filo nazisti o di estrema destra. In europa intellettuali “illuminati” erano profondamente antisemiti, si legga Voltaire. C’erano tanti “Bobò”, esponenti della borghesia europea.
In Francia ci furono anchz molti esponenti della sinistra, tipo il deputato socialista Pierre Laval, che decise di inviare nei campi di sterminio 6 mila bambini ebrei, non richiesti, dal regime del terzo Reich. “Ripuliamo per bene la Francia”, avrebbe esclamanto il deputato del PSF.
Eppure gli Ebrei francesi erano integrati nella società. Basti pensare al caporale Dreyfuss. Gli ebrei vivevano fianco a fianco con i francesi cattolici e condividevano con loro le sorti della nazione.

Pensiamo anche alla Germania con il lancio della Wissenschaft des Judentums (Scienza del giudaismo) nel 1819. Studiosi e rabbini analizzeranno la tradizione ebraica in modo critico e creando una corrente evolutiva del giudaismo, non legata alla Halakhà ma al pensare umano, che allontanò parte degli ebrei dalle 13 regole di Maimonide, con l’idea che gli ebrei potessero vivere integrati nei paesi in cui risiedevano senza più dover recitare “Hashanà Abbaa leYerushalaim”.

Questa integrazione non ha impedito il nascere di un antisemitismo sempre più forte, a partire dalla fine della prima guerra mondiale e che ha avuto il suo maledetto culmine con l’ascesa di Hitler al potere. Per carità, lungi da me parole sul perchè della Shoà. Non posso e non ne ho le conoscenze. Ma mi permetto di dire che ogni qual volta abbiamo abbassato la guardia in tempi di pace, c’è sempre stato qualcuno che ci ha ricordato di essere ebrei e di non essere amati.
Se dovessi elencare tutti i pogrom subiti dagli ebrei nel corso dei secoli, scriverei un libro e non un articoletto.

Ogni anno nell’Haggada di Pessah leggiamo “in ogni generazione c’è qualcuno che si leva per annientarci”. Parole scritte 2000 anni fa, con una lucidità quasi profetica, di quello che sarebbe stato il percorso degli ebrei lungo la storia.

L’idea di sentirsi italiani o di qualsiasi altro paese europeo, è di per sé un sentimento nobile, un sentimento che sprona a vedere l’ebreo come un cittadino qualsiasi. Ma ha anche la pecca di dimenticare quello che gli ebrei hanno subito attraverso i secoli in Europa e di conseguenza ignorano le Scritture, dimentichi di quello che D.io ci ha ordinato e di come ce lo ha ordinato.

Ma perchè l’antisemitismo è sempre vivo e vegeto e ci oprime anche oggi?
Se tra qualcuno della nostra comunità ha ancora la testa dura, dei  non ebrei ci sono arrivati: un primo ministro britannico David Lloyd George dichiarò nel 1923: “Fra tutti i fanatismi che sono fuoriusciti dalla natura umana non c’è niente di più irrazionale ed di inspiegabile dell’antisemitismo… Se gli ebrei sono ricchi allora vengono derubati. Se sono poveri, sono vittime di ridicolo. Se prendono le parti in guerra, è perché vogliono sfruttare a proprio vantaggio lo spargimento di sangue di non-ebrei. Se sposano la pace, è perché sono spaventati dalla loro natura o perchè traditori.
Se l’Ebreo abita in un paese straniero che viene perseguitato ed espulso e quindi se vuole tornare al suo paese glielo si impedisce”.

Quindi quando ho dichiarato che chi si ostina a voler e sperare di vivere in pace in galut, ha dimenticato le parole della Toràh, l’ho fatto perchè conscio delle profezie spiegatemi ad una conferenza a cui ho preso parte di un grande e bravo rabbino israeliano del mondo francofono, che spiegava la veridicità della Toràh attraverso le profezie scritte in Essa. Ha dunque utilizzato delle chiare e nitide profezie del Deuteronomio per descrivere l’antisemitismo di questi 2 mila anni. E Vorrei ramentarvene qualcuna.

In Devarim c’è sritto: “Il Signore deporterà te e il re, che ti sarai costituito, in una nazione che né tu né i padri tuoi avete conosciuto… diventerai oggetto di stupore, di motteggio e di scherno per tutti i popoli fra i quali il Signore ti avrà condotto”….

Ancore in Devarim (Deuteronomio 28)… “Se non cercherai di eseguire tutte le parole di questa legge, scritte in questo libro, avendo timore di questo nome glorioso e terribile del Signore tuo Dio, allora il Signore colpirà te e i tuoi discendenti con flagelli prodigiosi: flagelli grandi e duraturi, malattie maligne e ostinate. Farà tornare su di te le infermità dell’Egitto, delle quali tu avevi paura, e si attaccheranno a te. Anche ogni altra malattia e ogni flagello, che non sta scritto nel libro di questa legge, il Signore manderà contro di te, finché tu non sia distrutto. Voi rimarrete in pochi uomini, dopo essere stati numerosi come le stelle del cielo, perché non avrai obbedito alla voce del Signore tuo Dio. Come il Signore gioiva a vostro riguardo nel beneficarvi e moltiplicarvi, così il Signore gioirà a vostro riguardo nel farvi perire e distruggervi; sarete strappati dal suolo, che vai a prendere in possesso. Il Signore ti disperderà fra tutti i popoli, da un’estremità fino all’altra; là servirai altri dèi, che né tu, né i tuoi padri avete conosciuti, dèi di legno e di pietra. Fra quelle nazioni non troverai sollievo e non vi sarà luogo di riposo per la pianta dei tuoi piedi; là il Signore ti darà un cuore trepidante, languore di occhi e angoscia di anima. La tua vita ti sarà dinanzi come sospesa a un filo; temerai notte e giorno e non sarai sicuro della tua vita. Alla mattina dirai: Se fosse sera! e alla sera dirai: Se fosse mattina!, a causa del timore che ti agiterà il cuore e delle cose che i tuoi occhi vedranno”.

Le avete lette? Ci riconoscete dentro la storia del popolo ebraico di questi 2000 anni?
Eppure sono state scritte prima dell’entrata in Eretz Canaan, oppure se vogliamo qssecondare gli atei, queste pqrole sono state scritte nel 300 AC, quando tutti vivevano tranquilli nella Terra promessa.

Come disse il rabbino Capo Toaff, la nazione degli Ebrei è la Toràh.
È la Toràh che definisce gli ebrei, con le sue regole e storie, e la terra promessa, i suoi frutti e la sua pace, sono la ricompensa su Terra del rispetto delle mitzvot. Il ritorno in Israele è la consacrazione dell’amore che D.io ha pe ril suo popolo.

Hashanà abbàa beYerushalaim, è il desiderio di ricompensa è di amore del proprio Creatore.

Emanuele Pinhas Gargiulo

Le Origini naziste dell’Unione Europea

ImmagineHo avuto difficoltà a capire che tutto quello in cui avevo creduto, stava sgretolandosi come un castello di sabbia. Quando nel 2001, il mio professore di “History of the European Union Economics” ci fece analizzare un documento redatto nel 1942 in Germania da membri del governo nazista: “The Europäische Wirtschaftsgemeinschaft” ossia “La Comunità Economica Europea”.

Il documento redatto dal ministro dell’economia di Hitler, Walther Funk e da altri professori di economia tedeschi consulenti di Hitler, dettagliava tutte le tematiche poi affrontate nel trattato di Roma del 1957.

Tutto nasce però il 9 maggio del 1938, quando Hitler e Mussolini si incontrano a Roma per decidere il processo di costruzione della nuova Europa. Per i Negoziati con gli Italiani, il Furher nomina un eminente giurista del regime nazista, Walter Hallstein.

Hallstein fu arruolato anche come ufficiale dell’esercito nazista sul fronte francese, dove fu catturato dagli alleati nel 1944, e portato negli USA come prigioniero di guerra.

L’idea dell’Europa promossa da Hallstein prevedeva un nuovo processo politico che abolisse le democrazie, fallimentari e causa dei mali d’Europa secondo i nazisti, e che prevedesse mezzi di comunicazione (trasporti ecc.) più forti in tutta l’Europa. L’abbattimento delle frontiere, per fare in modo che tutti i lavoratori europei potessero circolare liberamente, dove il commercio potesse essere libero. Tutto, però, sotto il controllo tedesco e italiano, con una centralizzazione economica e finanziaria a Berlino. Il regime di Vichy in Francia nel 1941 lanciò una campagna che incitava i lavoratori francesi ad andare a lavorare in Germania, per laFrancia, per la Gia e per l’Europa!Immagine

Il documento del 1942 del ministro Funk riprende la concezione di Walter Hallstein, integrando in questa fase un controllo monetario a trazione Reich Marc (Marco tedesco nazista).

Perchè i nazisti hanno voluto un’Europa unita economicamente e centralizzata in Germania?

Hallstein non fu solo. Con lui collaborò anche Carl Friedrich Ophuels, un giurista che si occupava dei  termini legali dei brevetti della IG Farben. Ophuels ce lo ritroveremo, poi dopo la seconda guerra mondiale come mebro diplomatico di spicco della Germania Ovest. Si occupò della divisione delle due Germanie e delle relazioni con gli altri stati europei.

La IG Farben Consorzio è stata costituita nel 1925 da Bayer , BASF , Hoechst e alcune aziende chimiche tedesche più piccole . E ‘stata la più grande società al mondo nei settori emergenti di coloranti [ ” Farben ” in lingua tedesca] , prodotti chimici , farmaceutici, materie plastiche e altri prodotti sintetici brevettati .

Con decine di migliaia di brevetti , IG Farben era la più grande proprietaria di brevetti del mondo in quel momento . il gradino in più sarebbe stato quindi l’estensione dei suoi brevetti per monopolizzare i giganteschi mercati emergenti di prodotti sintetici brevettati in tutto il resto del mondo. Già nel 1904, il presidente della Bayer, Carl Duisberg, aveva già chiesto la formazione di una tale intesa , ponendosi l’obiettivo esplicito per l’industria chimica tedesca a ” governare il mondo ” .

A tal fine , Bayer , BASF e altre società chimiche tedesche si portarono volontarie per la fornitura di esplosivi e gas velenosi all’esercito imperiale tedesco per lanciare la prima guerra mondiale .

Nel 1918 l’esercito tedesco fu sconfitto ed il primo tentativo del consorzio chimico tedesco per raggiungere la conquista del mondo fallì . Ma non si arrese .

Bayer, BASF , la Hoechst – che opera dal 1925 come la IG Farben – finanzìò l’ascesa del partito nazista e preparò tecnicamente e logisticamente il successivo tentativo di conquista del mondo , la seconda guerra mondiale .

Nel 1942 , le industrie chimiche di mezza Europa erano sotto il controllo della  IG Farben . Nel 1945 , il secondo tentativo per la conquista del mondo fallì . Nel 1948 , molti registi IG Farben furono condannati durante il Tribunale penale di Norimberga di genocidio , schiavitù, saccheggio e altri crimini contro l’umanità .

In cambio del finanziamento  dell’ascesa dei nazisti e l’equipaggiamentoi per la seconda guerra mondiale, la IG Farben fu il beneficiario economico primario della conquista dell’Europa . Un esempio della stretta collaborazione tra Farben e i nazisti è il campo di concentramento di Auschwitz .

Finanziato con un credito di 1 miliardo di Reichsmark , dalla Banca Deutsche e Dresdner Bank , IG Farben costruì il più grande complesso industriale del mondo a quel tempo nella città polacca di Auschwitz .

L’impianto ” IG Auschwitz ” produsse la gomma sintetica , benzina e altri prodotti chimici per la conquista nazista / IG Farben di Russia e Asia .

Per la costruzione di questo impianto gigante , il vicino  Campo di concentramento di Auschwitz fu ampliato ed diventò il più grande campo di lavori forzati del mondo e campo di sterminio più tardi .

Questi e molti altri crimini commessi dal cartello IG Farben , ad Auschwitz e in altri Paesi sono documentate nei registri del Tribunale di Norimberga Norimberga contro i principali dirigenti di questo cartello . Più scioccante tra questi documenti sono gli esperimenti medici mortali – la maggior parte delle quali sono stati condotti con farmaci brevettati dall’industria farmaceutica Bayer , Hoechst e altre società IG Farben . Il Tribunale di Norimberga rivelò che alcuni dei medici che effettuano questi esperimenti mortali, tra cui il dottor Vetter , erano – a quel tempo – dipendenti retribuiti dell  BAYER.

Nel 1957 a Roma si incontrano i rappresentanti politici di Francia, Belgio, Olanda, Lussemburgo, Germania e Italia, per firmare il primo trattato che sancirà la nascita della prima Comunità Economica Europea. Indovinate chi fu il firmatario per la Germania? Un certo Walter Hallstein!!!!

ImmagineHallstein non solo condusse e firmò il trattato di Roma, diventando uno dei 12 padri della CEE, ma divenne anche il primo presidente della CEE dal 1958 al 1967.

Come funziona l’Europa? La commissione Europea è nominata dai capi di stato Europei ed è soggetta ad un voto di approvazione del parlamento Europeo, ossia i partiti che fanno capo ai governi nazionali che hanno scelto il presidente della commissione.

La commissione europea ha un ruolo di controllo sulla legiferazione del parlame,nto europeo, e dirige oltre i 54 mila dipendenti dell’Unione Europea. E il popoli europei in tutto questo?

Fatevi una domanda: “Come fanno 700 e passa parlamentari a controllare l’operato di 54 mila burocrati al saldo della commissione europea che a sua volta controlla il parlamento?

Referenze

Walther Funk, “The Europäische Wirtschaftsgemeinschaft – Berlin 1942” (The European Economic Community – Berlin 1942)

 P.A. Taylor, A. Niedzwieski, M.Rath e A. Kowalczyk, “The Nazi root of Brussels EU”

http://www.europa .eu, “Funzionamento della UE: Istituzioni e altri organi dell’UE”

www.en.wikipedia.org“Walter Hallstein”