L’ ennesima Risoluzione ONU contro Israele e il suo valore giuridico e legale.

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Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha votato il 23 dicembre 2016 una risoluzione (UNSC 2334) dichiarando illegali tutte le misure in termini di pianificazione territoriale, urbanistica, di insediamento o di sviluppo economico presi da Israele nei territori di cui ha preso il controllo dopo la guerra dei sei giorni. Questa risoluzione, che vale in particolare per tutti i quartieri di Gerusalemme che si trovano oltre la linea di demarcazione in vigore fino al 4 giugno 1967 – “Gerusalemme Est”, vale a dire i due terzi di questa città – è stata adottata da quattordici membri del Consiglio di Sicurezza su quindici. Il quindicesimo membro del Consiglio, gli Stati Uniti si sono astenuti. Quando risoluzioni simili erano stati presentati in passato, gli Stati Uniti si erano opposti con il veto, annullando completamente l’approccio. Questa volta, la risoluzione è valida.

C’è modo di pensare che l’amministrazione Donald John Trump, che succederà all’amministrazione di Barack Hussein Obama il 20 gennaio 2017, prenderà misure per impedire l’attuazione della risoluzione del Consiglio di sicurezza 2334 o imporre la sua abrogazione. Se questo fosse il caso, il modo più semplice per farlo è quello di sfidare non solo l’idoneità o la legalità di questa risoluzione – che, tra l’altro, vìola e svuota del suo senso una precedente risoluzione su cui pretende di appoggiarsi, la risoluzione del Consiglio di sicurezza 242 del 22 novembre 1967 – o l’attuale funzionamento delle Nazioni Unite (ONU), sempre più aberrante a riguardo della sua Carta, ma la legittimità di ogni azione che contestano la legittimità della presenza ebraica in Cisgiordania e a “Gerusalemme est”.

La risoluzione del Consiglio di sicurezza 2334, come la maggior parte altre dichiarazioni o risoluzioni delle Nazioni Unite o di altre sedi internazionali che affermano di porre fine “all’occupazione israeliana” in Cisgiordania e a “Gerusalemme Est” e di difendere “i diritti del popolo palestinese”, afferma in modo assiomatico che Israele è in questo caso l’occupante militare di questi territori che sono a lui sono stranieri e su cui non ha nessun diritto. Ora questa affermazione è falsa.

Infatti, secondo il diritto internazionale, la Cisgiordania e “Gerusalemme est” appartengono ancora, 23 dicembre 2016, alla Palestina, come è stata creata da una dichiarazione delle grandi potenze, adottata in occasione della Conferenza di San Remo, il  25 Aprile 1920, e da un mandato della Società delle Nazioni (SDN) adottata il 24 luglio 1922. Questa Palestina è esplicitamente descritta in questi documenti come il “focolare nazionale del popolo ebraico”. E lo Stato di Israele dal 1948 è l’unico successore legale. Qualunque siano poi i secondi fini strategici o politici degli inglesi, delle altre grandi potenze e dei membri della Società delle Nazioni (SDN), quale sia stato,  in seguito, il loro atteggiamento, la loro creazione sotto egida di una Palestina/Focolare nazionale ebraico, e quindi, a termine di uno stato di Israele, è pienamente valida ai sensi del diritto internazionale pubblico, e quindi irreversibile. Ciò è dovuto per tre ragioni. In primo luogo, la Gran Bretagna e le potenze alleate esercitavano un’autorità legittima e assoluta sulla Palestina quando presero tali decisioni. Per diritto di conquista, che è di per sé è sufficiente, e da trattato: la Turchia ha rinunciato a questo territorio tre volte: nell’ armistizio firmato nel 1918, nel trattato di Sevres 1920, e, infine, nel trattato di Losanna del 1923, che sostituisce il precedente. Mentre il testo di Losanna è stato formalmente firmato nel luglio 1923, dopo la promulgazione del mandato; il governo turco dichiarò nel 1922 che contestava il trattato di Sevres solo a proposito dell’ Anatolia, accettando invece le sue disposizioni su altri territori che erano parte fino al 1914 dell’impero ottomano, a partire dal Levante.305

Quindi la potenza o un gruppo di potenze che controllano legittimamente un territorio e ne dispone della sua volontà. Questo principio non è soggetto ad alcuna restrizione né prima né durante la prima guerra mondiale. Dal Trattato di Versailles del 1919, la sua attuazione è temperata da un altro principio di autodeterminazione dei popoli. Ma esso resta in vigore per l’essenziale: l’autodeterminazione è ritenuta a priori auspicabile ma non ha mai avuto un carattere vincolante né obbligatorio, e può anche essere rifiutato (questo sarà il caso dell’Austria di lingua tedesca, per cui il trattato di Versailles bandito nel 1919, per unirsi alla Germania). La Gran Bretagna, le potenze alleate e la Società delle Nazioni sono legalmente in grado di creare qualsiasi entità nei territori in cui la Turchia si è dismessa e assegnarla a qualsiasi signore o gruppo umano. Ed è quello che hanno fatto, attraverso la definizione di diversi paesi arabi (Siria e Libano, Iraq, Transgiordania) e uno Stato ebraico (Palestina); l’installazione a capo di alcuni di questi stati sovrani (Faisal in Iraq, Abdullah in Transgiordania) oppure riservando altro implicitamente o esplicitamente, ad una particolare comunità etno-religiose (cristiani in Libano, drusi e alawiti in parti della Siria, gli ebrei in Palestina); rinunciando a creare uno stato armeno in Anatolia orientale, o di uno stato curdo ai confini dell’Anatolia e della Mesopotamia; costringendo arbitrariamente diversi gruppi etnici e le comunità a vivere nello stesso stato in Iraq.

Infine, una potenza o gruppo di potenze possono avere un territorio in due modi: negandole ogni personalità, attraverso annessione o stato di dipendenza completa; o con la concessione. Nel primo caso, si può imporre successivamente, e quasi all’infinito, ogni tipo di statuto. Nel secondo, non può tornare allo stato originariamente concesso. I territori non europei conquistati dagli alleati della prima guerra mondiale rientrano tutti in quest’ultima categoria: le colonie e le dipendenze tedesche africane e del Pacifico e i possedimenti levantini, in Mesopotamia dell’ Impero arabo ottomano. Sono stati tutti costruiti da ” territori mandatari” ad avere una propria caratteristica e aspiranti all’indipendenza in base al loro “livello di sviluppo”. Un mandato è uno strumento con cui una persona (il mandante) incarica un altro (il mandatario) per eseguire un’azione. Per estensione, può anche essere uno strumento per cui un adulto, tutore legale di un minore, incarica un altro adulto per eseguire un’azione a beneficio del suo pupillo. Questa è esattamente la situazione descritta dalla Carta della Società Delle Nazioni quando si creano “territori mandatari” ai sensi del Trattato di Versailles. Articolo XXII della Carta afferma: “Nelle colonie e territori che a causa della guerra, non sono più sotto la sovranità degli Stati che hanno governato in passato e le cui popolazioni non sono ancora in grado di governarsi -applicheremo il principio secondo il quale il benessere e lo sviluppo di quelle civiltà è una missione civilizzatrice sacra … il modo migliore per compiere questa missione sarà di affidare la tutela di queste popolazioni alle nazioni più avanzate … “poi distingue i territori mandatari che potrebbero accedere rapidamente a un’esistenza indipendente (e saranno qualificati in seguito “Mandati di classe A”), altri in cui esso può essere raggiunto solo in un futuro più lontano ( “classe B “) e alcuni, infine, che per qualsiasi altra ragione, tra cui la mancanza di una popolazione sostanziale, può essere somministrato in pratica come parte integrante del territorio della potenza obbligatoria (” classe C ” ).

La Palestina, come tutti i territori ottomani in precedenza, fa parte della classe A. Lo stesso testo del mandato non lascia alcuna ambiguità sulla popolazione per i quali la tutela è organizzato in termini politici e deve quindi in ultima analisi, deve disporre di uno stato indipendente: è esclusivamente il popolo ebraico (articoli II, IV, VI, VII, XI, XXII, XXIII), anche se i diritti civili delle altre popolazioni o comunità, arabe per la maggior parte, sono espressamente garantiti .   Questa decisione non ha nulla di arbitrario o ingiusto, nella misura in cui gli altri mandati sono stabiliti allo stesso tempo a favore degli arabi dal Levante e della Mesopotamia, su territori più ampi. Ma anche se fosse arbitraria o ingiusta, o se la popolazione non ebraica non è stata consultata o non gli è stato permesso di esercitare il diritto all’autodeterminazione, sarebbe ancora perfettamente legale. Come la Corte internazionale di giustizia ha richiamato costantemente, in seguito, circa cinquant’anni dopo, nel 1975, a proposito del Sahara occidentale, dove la Spagna intendeva rinunciare alla sovranità a favore del Marocco e della Mauritania, senza consultare la popolazione locale: “la validità del principio di autodeterminazione, definito come la necessità da tener conto della volontà liberamente espressa dai popoli, non è influenzata dal fatto che in alcun caso l’autorità internazionale si è esonerata di organizzare una consultazione degli abitanti di un determinato territorio. Queste decisioni sono basate sia sulla considerazione che la popolazione in questione non costituiva un popolo ‘con il diritto all’autodeterminazione o sulla convinzione che una consultazione non era necessaria a causa di alcune circostanze “.

Una volta che la Palestina con una personalità in diritto pubblico internazionale è stabilita come un focolare nazionale ebraico, nessuno, né il potere coloniale britannico, né le potenze in generale e, in particolare, né le Nazioni Unite come erede e successore della Società delle Nazioni dal 1945, non può spogliarla di queste caratteristiche. Questa è un’applicazione del più antico e più fondamentale principio di diritto internazionale pubblico: i trattati assolutamente e irrevocabilmente legano gli Stati a concluderli, e hanno la precedenza sulle loro leggi nazionali. O come il latino adagio pacta sunt servanda ( “E ‘la natura del Trattato di essere pienamente eseguito”). E ‘anche la conseguenza dell’articolo 80 della Carta delle Nazioni Unite, in cui si afferma che le disposizioni relative al paese sotto la supervisione internazionale non possono essere cambiate. Solo il destinatario dell’Ordine – il popolo ebraico – può liberamente e volontariamente rinunciare a ciò che gli è stato concesso. (Va notato, per inciso, che la legittimità ontologica di trattati e la creazione di decisioni sovrane degli Stati membri o il fissaggio delle loro frontiere, senza alcuna considerazione logica o etico si applica a tutte le entità del diritto internazionale. La maggior parte degli stati dell’Europa centrale e Balcani sono stati creati in modo arbitrario e non senza varie ingiustizie da parte del trattato di Versailles del 1919, poi cambiato non meno arbitrariamente e in virtù di una giustizia non meno relativa, dai vincitori del 1945, praticamente tutti gli attuali stati del Vicino e Medio Oriente, Asia del Sud, Sud-Est asiatico, Africa e Oceania sono stati arbitrariamente e ingiustamente spesso modellati dalle potenze occidentali nel sistema coloniale che ha prevalso fino agli anni 1940-1970. Tuttavia, l’esistenza di questi stati e la permanenza di questi confini si svolgono inviolabile.)

swu-landIn effetti, la politica realmente condotta dagli inglesi in Palestina nel 1923 e fino al 1947 sembra essere stata destinata a portare gli organi rappresentativi del popolo ebraico in generale, a cominciare con l’Organizzazione Sionista Mondiale e il popolo ebraico palestinese in particolare, a rinunciare volontariamente ai loro diritti in Palestina. E ha riscosso notevole successo: questi corpi hanno accettato o tollerato successivamente amputazione della Transgiordania orientale e la Palestina nel 1923, varie restrizioni all’immigrazione ebraica, i progetti di “partizione” della Palestina orientale, tra il Mediterraneo e il Giordano – il Piano Peel 1937, il Plan 1938 Woodhead – l’indipendenza della Transgiordania nel 1946. senza l’iniquo Libro bianco del 1939, che non pretendeva più di sviluppare il Mandato con la collaborazione più o meno forzata e vincolata degli ebrei, ma per abolirla, gli ebrei palestinesi non avrebbero probabilmente commesso dal 1939 per alcuni, e dal 1945 per altri , un’azione politica e militare per la trasformazione della Palestina mandataria in stato ebraico sovrano .   Questa azione politica e militare porta la Gran Bretagna a rinunciare il 2 aprile 1947 al mandato sulla Palestina. Il 29 NOVEMBRE 1947, gli organi di rappresentanza ebraici accettano un piano di spartizione della Palestina occidentale in tre entità – lo Stato ebraico, arabo e zona internazionale provvisoria (separatus corpo) Gerusalemme – elaborata da una commissione delle Nazioni Unite, e ratificata da l’Assemblea generale della stessa organizzazione. Se i rappresentanti arabi di Palestina e gli organismi rappresentativi dei paesi della Lega araba avessero dato il loro accordo, i diritti degli ebrei su tutto il territorio della Palestina, come era stato affermato dagli atti internazionali di 1920 e il 1922 , sarebbe stato infine limitato al solo stato ebraico e quindi ben definito e in misura minore in Gerusalemme.

Ma né le istanze palestinesi né arabe dei paesi della Lega araba hanno accettato il piano delle Nazioni Unite. Ora il diritto pubblico internazionale prevede una situazione del genere: la natura di un trattato deve essere eseguito, un trattato che non è, in seguito al ritiro o il fallimento di una delle parti in causa, è reputato nullo e vuoto, e la situazione giuridica anteriore, lo status quo ante, viene rinnovata. Come osservato in un telegramma al Ministero degli Esteri di un diplomatico francese a Gerusalemme durante la guerra 1947-1948, le disposizioni del 1923 del Mandato tornano quindi “la legge del paese”. Esse “si adempiono” immediatamente in Israele, e sia nel territorio assegnato agli ebrei dal piano di spartizione del 1947 nelle aree conquistate nel 1948 su quello che sarebbe stato stabilito come Stato arabo o zona internazionale di Gerusalemme come il nuovo stato è stabilito per il bene e nell’interesse del popolo ebraico sotto il mandato, tra cui l’immigrazione. Rimangono in vigore, anche se “incompiute” e sospese sine die, nelle zone che passano sotto il controllo degli Stati Arabi: la maggior parte della Cisgiordania e zone settentrionali, est e sud di Gerusalemme, occupate dalla Transgiordania (che prendono questa occasione il nuovo nome dei giordani); e Gaza, occupata dall’ Egitto.

Nel 1949, Israele ha firmato il cessate il fuoco con tutti i suoi vicini. Tali accordi dovevano essere seguiti da trattati di pace. Ma il sovrano arabo più disposto a un tale sviluppo, il re Abdullah di Giordania venne assassinato nel 1951. I suoi successori – il figlio Talal e il Consiglio di Reggenza che ha preso il potere nel 1952 – interrompono i negoziati. In Egitto, il regime fascista, introdotto da Gamal Abd-el-Nasser nel 1953, rifiuta qualsiasi normalizzazione con Israele. Altri paesi arabi si irrigidisco a loro volta. Fu solo nel 1979, trent’anni dopo il cessate il fuoco di Rodi, dieci anni dopo la morte di Nasser, e dopo diversi grandi guerre, un primo trattato di pace arabo-israeliano sarà finalmente firmato a Washington: tra Israele ed Egitto. Un secondo trattato con la Giordania sarà firmato nel 1994, quarantacinque anni dopo Rodi.

palestina-47-48 La logica del 1947 si applica al 1949. Se dei trattati di pace avessero confermato il cessate il fuoco, a partire dal 1950, e trasformato le linee di armistizio (la “linea verde”) a confine internazionale, le disposizioni di cui mandato del 1923, rianimate a causa della mancata attuazione del piano di spartizione, sui sarebbero sicuramente estinte nel West Bank, il settore giordano di Gerusalemme e Gaza; Israele non avrebbe potuto più esercitare alcuna pretesa su questi territori. Ma in assenza di un trattato di pace, lo stato ebraico conserva le sue prerogative. Quello che rivela bruscamente la guerra dei sei giorni, che, nel 1967, gli consegna i tre territori contestati, le alture siriane del Golan e il Sinai egiziano, rispettando nella pratica e in sostanza agli obblighi di un “potere occupante “, come definito dalle convenzioni di Ginevra, gli israeliani ricordano che sono titolari di diritti di primo piano in tutta la ex Palestina Mandataria. Essi consentono di riunire Gerusalemme sotto la loro autorità, ma anche di “attuare” gli insediamenti civili israeliani in Cisgiordania e a Gaza. Sotto un regime di occupazione militare semplice, questo potrebbe costituire una violazione della Quarta Convenzione di Ginevra. Data la natura giuridica originaria della Palestina, è piuttosto un atto legittimo. Mentre può essere considerato politicamente e geo-politicamente, di essere “inopportuno”.

Molti giuristi di rilievo sono d’accordo con questa analisi: tra cui l’American Eugene Rostow, ex decano della Yale Law School, e l’ex vice segretario di Stato sotto l’amministrazione Johnson, e l’australiano Julius Stone, uno dei massimi esperti di diritto internazionale del XX secolo. Questo porta i paesi in cui la legge stessa ha un ruolo nel dibattito politico, compresi gli Stati Uniti, a riconoscere esplicitamente i diritti delle persone eminenti del popolo ebraico sul primo mandato della Palestina – Il Congresso degli Stati Uniti voterà nel 1995, sotto l’amministrazione Clinton, una legge che richiede l’installazione del ambasciata degli Stati Uniti in Israele a Gerusalemme – o almeno riservando il loro parere, parlando di “territori contesi” (Disputed Areas) piuttosto che “territori occupati” (Occupied areas). Questo impedisce, in caso contrario, il voto di possibili sanzioni contro Israele nelle organizzazioni internazionali qualora i nemici dello Stato ebraico – paesi arabi o musulmani, paesi comunisti fino ai primi anni 1990, i cosiddetti “non allineati “- disponendo per tanto di “maggioranze automatiche “. Tuttavia, gli israeliani hanno a lungo esitato a portare i loro diritti, nel cuore del loro argomenti diplomatici sulla questione dei territori conquistati nel 1967.

La loro motivazione principale a questo proposito, ha lunga tradizione di politica interna. Questa domanda è stata utilizzata fino al 1993 agli accordi di Oslo, anche fino al ritiro da Gaza nel 2005, una demarcazione simbolica tra una destra populista o religioso, decisa a rivendicare i diritti, e una sinistra laica elitaria, pronta per la resa in cambio della pace: anche se i politici, diplomatici e giuristi di sinistra o di centro-sinistra abbiano temuto che, enfatizzando il concetto di diritti eminenti  di fare il gioco dei loro avversari di destra o di centro-destra . Una seconda motivazione è tecnica: gli israeliani hanno trovato più facile da far valere per l’ex settore giordano di Gerusalemme, la West Bank e Gaza, uno status territorio allo stato indeterminato. In effetti, l’annessione dei primi due territori a Jordan non è mai stata riconosciuta dal diritto internazionale tra il 1949 e il 1967; e territorio terzo, a Gaza, è stato collocato nello stesso periodo in un semplice amministrazione egiziana. Ma in realtà questa dottrina alternativa si riferisce implicitamente ai diritti eminenti, sostenendo Israele in quei territori, oltre che il suo diritto indiscutibile di “occupante belligerante” in seguito alla guerra del 1967, “diritti anteriori” su tutta la Palestina Mandataria.President Obama Meets With Israeli Prime Minister Netanyahu

Nel gennaio 2012, il governo israeliano ha chiesto una commissione speciale per esaminare lo status giuridico della Cisgiordania e delle località ebraiche che vi sono state istallate dal momento del cessate il fuoco del 1967. Conosciuto con il nome di Commissione Levy dal nome del suo presidente, Edmund Levy, ex giudice della Corte Suprema di Israele, ha mantenuto in modo esplicito, in un rapporto del 21 giugno 2012 e pubblicato il 9 luglio dello stesso anno, la dottrina dei diritti eminenti stato ebraico in Cisgiordania, e quindi la legalità assoluta delle sue località ebraiche. Il documento è stato poi esaminato e approvato dall’Ufficio del consigliere giuridico del governo, un’ organizzazione paragonabile, dai suoi poteri e l’autorità, al Consiglio di Stato francese. Nel fornire sostegno a una risoluzione del Consiglio di sicurezza 2334, il presidente Obama dà al suo successore, il presidente Trump, l’opportunità di ridefinire chiaramente la dottrina diplomatica degli Stati Uniti sulla Palestina. E di richiede semplicemente il rispetto della legge.

Articolo di  Michel Gurfinkiel

(Tradotto in italiano da Emanuele Gargiulo dal sito http://www.michelgurfinkiel.com)

 

Michel Gurfinkiel è il presidente dell’Istituto Jean-Jeacques Rousseau, istituto européo degli studi e ricerche specializzato nelle questioni strategiche e geo-politiche. Mmbro dello Shillman/Ginsburg Fellow al middle East Forum.

Gurfinkiel è anche giornalista, commentatore e scrittore

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Amin Al-Husseini chi era veramente costui? Il personaggio chiave degli stermini del XX secolo, dimenticato dalla storia.

Amin Al-Husseini
Dal Genocidio degli Armeni cristiani  (1914-1917) al Genocidio degli Ebrei (1917-oggi)

rif : http://www.faithfreedom.org
traduzione e rielaborazione di redazione@corsodireligione.it

Dal Genocidio degli armeni ai Fratelli Musulmani.
1914-1933


1893

Amin Al-Husseini nasce a Gerusalemme sotto l’impero ottomano

1914-1917
Il primo assaggio di Jihad islamica violenta : il genocidio degli Armeni.

Amin Al Husseini: ufficiale dell’esercito imperiale.
Amin Al-Husseini giura fedeltà all’impero ottomano e partecipa al genocidio degli armeni come ufficiale di stanza a Smirne, in Turchia. Mezzo milione di cristiani armeni massacrati dalla spada dell’esercito turco ottomano. In quanto cristiani armeni.

1917–  Ritorno in Palestina e visione di un impero panislamico.

Amin Al-Husseini ritorna in Palestina.  L’esperienza del genocidio dei cristiani armeni lo spinge a progettare un impero panislamico dove ebrei e cristiani non hanno posto. Prima di Amin Al-Husseini ebrei e musulmani erano vissuti fianco a fianco insieme a gruppi di altre religioni, per secoli e in pace , in tutto il Nord Africa e nel medio oriente.

Amin Al-Husseini , responsabile dell’odierna tragedia palestinese.

1920– Iniziano le violenze

 1920/1921. Durante il mandato governativo inglese in Palestina, Husseini organizza e sostiene ribellioni, incitando i musulmani all’odio verso ebrei e cristiani. Continuerà a farlo per tutta la vita . Ha inizio un periodo di terrorismo verso i capi musulmani locali che lo consideravano un delinquente ignorante e stupido.

1921– Amin Al-Husseini è Grand Mufti di Gerusalemme contro il volere del popolo.

Gli inglesi, contro il voto popolare dei palestinesi, elevano Amin Al-Husseini a Grand Mufti di Gerusalemme.  La comunità musulmana aveva respinto la sua candidatura in quanto non aveva ricevuto una buona educazione islamica. Gli inglesi lo avevano candidato lo stesso e sebbene avesse raggiunto solo il 4° posto lo hanno imposto come capo musulmano di Gerusalemme. Non era nè uno sceicco ( capo accreditato) nè Alim ( teologo islamico) e divenne l’uomo più potente di Palestina. La fama della sua brutalità travalicò i confini e non venne mai riconosciuto come capo dalla comunità musulmana locale.

1922– Husseini diviene capo del Supremo Consiglio Islamico .

Amin Al-Husseini viene designato capo del Supremo Consiglio Islamico (1922-1937). Con Ataturk intanto scompare l’impero ottomano. Husseini allora incomincia a diventare un fanatico visionario della restaurazione di un Impero Islamico. Si consacra alla lotta contro tutti i musulmani secolarizzati.

1922– Gerusalemme    Capitale del mondo islamico

Amin Al-Husseini inizia i lavori di restauro della ” Casa della Roccia” e della moschea Al Aqsa Mosque a Gerusalemme .  La cupola della Casa viene rivestita di oro e Geruslaemme diventa , agli occhi dei musulmani di tutto il mondo, un luogo sacro sempre più attraente.

1928– Husseini membro dei Fratelli Musulmani.

Hassan El Banna nel 1928 fonda il movimento dei ” Fratelli Musulmani” in Egitto .  Amin Al-Husseini ne diventaun membro importante ed ispiratore. il movimento dei ” Fratelli Musulmani” predica l’ islam della corrente Wahhabita che giustifica l’uso della violenza per ripulire il mondo islamico di tutto ciò che islamico non è e che si ispira ad un impero panislamico dove l’unica legge sia la Shahariah.

1929-Il massacro di Hebron .

Amin Al-Husseini organizza nuove ribellioni in Palestina.  Sparge falsità per aizzare i musulmani contro gli ebrei. Ad Hebron , dove risiedeva una comunità ebraica antica di 2000 anni, inizia la mattanza degli ebrei.

1931-Fondatore del
Consiglio Islamico mondiale.

Amin Al-Husseini mette le basi della sua futura azione politica e incita i musulmani all’unità fondando il World Islamic Congress nel 1931.

Dalla Fratellanza Musulmana al terzo Reich

Amin Al-Husseini / Adolf Hitler

1933-Hitler ottiene il sostegno degli Arabi.

Gruppi politici arabo-nazisti nascono in tutto il medioriente , come il   Young Egypt, guidato da Abdul Gamal Nasser ( membro dei ” Fratelli musulmani” e futuro Presidente dell’Egitto ). Il loro slogan “un popolo, un partito, un leader” che è lo stesso slogan dei nazisti ; il       Parito socialista di Siria , guidato da Anton Saada, più noto come ” il Fuhrer di Siria”

1936-Husseini incontra il banchiere di Hitler.

Francois Genoud il banchiere svizzero del Terzo Reich si reca in Palestina per incontrare Amin Al-Husseini .La loro amicizia continuerà fino agli anni ’60.

1936 -Ribellioni in Palestina .Gruppi suicidi eliminano i Leaders musulmani locali ;
Amin Al Husseini è a Gerusalemme durante i fatti.

Amin Al-Husseini è il principale organizzatore delle rivolte in Palestina.  Organizza squadroni di suicidi che utilizza per eliminare le autorità locali. Applica il metodo nazista dello “sterminio sitematico di ogni arabo sospetto di non essere alineato con la visine panislamica dei ” Fratelli musulmani” .
Vengono eliminati molti intellettuali musulmani e cristiani così come diversi capi e uomini del clero islamico. E’ il terrore.
1936-1938. Uomini assassinati dai gruppi di Husseini: Sheikh Daoud Ansari ( Imam della moschea Al Aqsa ),  Sheikh Ali Nur el Khattib (Al Aqsa), Sheikh Nusbi Abdal Rahim (Council of Muslim Religious Court), Sheikh Abdul el Badoui (Acre, Palestine), Sheikh El Namouri (Hebron), Nasr El Din Nassr  (sindaco di Hebron).  Tra Feb. 1937 e Nov 1938, vengono trucidati 11 Mukhtars (community leaders) e le loro famiglie.


1937
-Amin Al Husseini è sul libro-paga di Hitler

Amin Al-Husseini visita il console tedesco a Geruslaemme.Incontra l’ SS Hauptschanfuehrer A.Eichman e l’ SS Oberscherfuehrer H. Hagen per discutere la “questione ebraica”. Amin Al-Husseini riceve così finanziamenti dalla Germania nazista.


1941
-Amin Al Husseini si unisce a Hitler nella jihad contro gli inglesi.

Amin Al-Husseini arriva a Roma, incontra Benito Mussolini, esperto di genoci ( Etiopia) . Mussolini promette di aiutarlo nella sua battaglia contro gli ebrei di Palestina.A Roma, Husseini lancia una Fatwa-Jihad contro l’Inghilterra.

Amin Al-Husseini: la radice della tragedia in Iraq

1941-Husseini-Tulfah 

Volontari Palestinesi in Iraq per un colpo di stato nazista.

 Amin Al Husseini a Bagdad con Rashid Al-Qailani, Leader del golpe del 41.

Amin Al-Husseini instiga gli irakeni per un colpo di stato filonazista a Baghdad .  Kharaillah Tulfah è il suo braccio destro irakeno. Tulfah è lo zio di Saddam Hussein e suo mentore . La Germania invia armi e aerei ad Husseini. Il golpe fallisce .

1941– Gli ebrei europei non possono essere imprigionati in Palestina.

Amin Al Husseini a Berlino durante la guerra.

Hitler voleva deportare gli ebrei europei in Palestina ma Husseini vede l’intenzione come una micaccia al suo potere in Palestina e spinge per evitare la deportazione e optare per lo sterminio. Amin Al-Husseini è stato determinante per l’opzione hitleriana dello stermino degli ebrei secondo l’ideologia della ” soluzione finale”.

1941-Progetto personale di Husseini : il genocidio dei cristiani serbi .
Amin Al Husseini incontre i Nazisti croati A.Artukovic e M.Budak


Hitler ringrazia il nazista croato Ante Pavelic
capo degli Ustashe , croati nazisti che hanno ucciso 750,000 serbi ed ebrei.

Aprile 25. Amin Al-Husseini è lo stratega dell’offensiva nazista in Bosnia:  L’alfabeto Serbo-Cyrillico è dichiarato fuorilegge. I serbi ortodossi Orthodossi vengono costretti ad indossare una fascia Blue e gli ebrei una gialla.

Amin Al Husseini ispeziona le sue truppe musulmane naziste nel 1943.

Mentre è in Bosnia, Amin Al-Husseini si intitola “Protettore of Islam”.  100,000 musulmani Bosniaci si uniscono alle armate naziste. Si cercava l’ approvazione tedesca per un protettorato autonomoNazista per i musulmani bosniaci.
Amin Al-Husseini approva il piano Pejani per lo sterminio della popolazione serba cristiana ed ebrea. La Germania si rifiuta di appoggiare il piano. Sotto la direzione di Husseini vengono sterminati 200.000 cristiani ortodossi serbi , 22.000 ebrei e 40.000 zingari.

1942-10,000 bambini ebrei uccisi

Amin Al-Husseini interviene personalmente con l’alto comando nazista per bloccare l’offerta della Croce Rossa di scambiare 10000 bambini ebrei con prigionieri di guerra nazisti. Moriranno tutti nelle camere a gas.

1943– I musulmani bosniaci sono al servizio di Amin Al Husseini e del 3° Reich. I Nazi Musulmani “Crema dell’Islam ”

Amin Al Husseini passa in rivista la sua armata bosniaca nazimusulmana nel 1943

Amin Al Husseini crea la Hanzar Division , esercito di musulmani nazisti di Bosnia che egli definisce ‘the cream of Islam’.  E’ la più grande divisione dell’arma del III° Reich (26,000 uomini) e partecipa attivamente al genocidio di serbi cristiani ed ebrei.  ‘Hanzar’ è il nome del pugnale che portavano gli ufficiali turchi dell’impero ottomano.  Heinrich Himmler, capo delle SS prepara un documento con cui la divisione bosniaca nazista si rende sottomessa al comando nazista. germanico.

 1943 Il primo mistro del governo Pan-Arabo visita i campi di sterminio con il capo delle SS H.Himmler

 Amin Al-Husseini diventa Primo Ministro di un “Governo pan-arabo” ad opera del regime nazista. Il suo quartier generale è a Berlin. Pianifica la costruzione di campi di sterminio a Nablus (Palestina) per favorire la “soluzione finale” in Palestina sterminando gli ebrei. Mufti diventa amico intimo di Heinrich Himmler, capo delle SS , e con lui visita Aushwitz ; lì insiste per poter essere presente alla gasificazione e cremazione di ebrei europei.

La visione nazista dell’Islam

Heinrich Himmler disse al capo della propaganda nazista Josef Goebbels:“ io non ho nulla contro l’islam perchè esso addestra una intera divisione di uomini per me e promette loro il paradiso se combattono e vengono uccisi in battaglia . Una vera e propria religione attraente per i soldati “

 L’Istituto Islamico di Dresda in Germania: Nazi Islam

Heinrich Himmler fonda e finanzia l’ Islamische Zentralinstitut’ di Dresden insieme al Mufti Husseini con l’intento di creare una generazione di capi islamici nazisti per il 21° secolo.

Discorso del Mufti alle truppe nazi musulmane.

Marzo 1, 1944. Amin Al-Husseini pronuncia a Berlino un discorso indirizzato alle truppe SS naziste – musulmane : “Sterminate gli ebrei ovunque li trovate. Questo fa piacere a Dio , alla religione, alla storia. Questo salva il vostro onore , Dio è con voi “

Da Amin Al-Husseini a Yasser Arafat
1944-1974

1944- Amin Al Husseini all’ Arab League Meeting.

Amin Al-Husseini è uno dei fondatori della Lega Araba. L’obiettivo è quello di rafforzare l’unità Pan-Islamica.  I paesi fondatori : Egypt, Iraq, Jordan, Lebanon, Saudi Arabia, Syria and Yemen.  Husseini viene eletto President in Absentia del Fourth Higher Committee of Arab League.

1946-Gli inglesi perdonano Husseini

Amin Al-Husseini viene processato ed amnistiato dagli inglesi, così torna in Palestina.

1946– Husseini è Leader della ” Fratellanza Musulmana”

Amin Al-Husseini Viene eletto Leader della ” Fratellanza Musulmana” a Gerusalemme .  L’islam wahhabita diventa l’ideologia utile al Mufti per la pulizia etnica .  Egli si batte per un mondo Judenfrei , come dicevano i nazisti tedeschi.

1946-Ricercato per crimini contro l’umanità.

Amin Al Husseini all’ Arab Higher Institute , Cairo 1946.

La Yugoslavia richiede l’estradizione dall’Egitto di Amin Al-Husseini per crimini di guerra e crimini contro l’umanità , ma il governo egiziano si rifiuta.

Husseini:  “Uccidete gli ebrei,uccideteli tutti”


1946
-Amin Al-Husseini , zio e maestro di Yasser Arafat

Yasser Arafat incontra Amin Al-Husseini a 17 anni e subito lavora per lui .  Amin Al-Husseini era presumibilmente uno zio di Arafat, il cui vero nome era Mohammed Abder Rauf Arafat Al-Kudwa Al-Husseini.  Arafat si dice abbia accorciato il suo nome per togliere qualsiasi legame con Amin al-Husseini.

Arafat, ” santo combattente

Amin Al-Husseini incarica Yasser Arafat di procurare armi e soldi per le forze irregolari del Mufti  “I santi combattenti ”

1948-1949
Husseini:

“Dichiaro
la Guerra Santa”

Amin Al Husseini
con Abdel Nasser, Presidente dell’ Egitto.

Israele diventa uno stato riconosciuto dall’ONU.
La Lega Araba dichiara la Jihad (Guerra Santa) contro Israele. Egypt, Iraq, Syria, Saudi Arabia e Jordan immediatamente dichiarano guerra ad Israele e lo invadono. Amin Al-Husseini : “Dichiaro la Guerra Santa, Fratelli Musulmani ! Uccidete gli ebrei,uccideteli tutti”

Quattro guerre della Lega Araba.

La Lega araba ha dichiarato le 4 guerre contro Israele (1948, 1956, 1967, 1973) ed ha favorito e sostenuto tutte le Intifada (= rivolte dei palestinesi contro Israele) 1987-1993 e 2000-oggi.

1949-1952-La Rete di Odessa-organizzazione per proteggere la fuga dei capi nazisti dall’Europa.I nazisti si riorganizzano.

L’  Egitto,casa della Fratellanza Musulmana e la Syria hanno assunto molti nazisti nei loro organismi militari, strategici e di propaganda. Amin Al-Husseiniè direttamente impegnato ad ospitare criminali nazisti nelle terre musulmane. E’ il contatto arabo di Francois Genoud, il banchiere svizzero di Hitler che ha finaziato la Rete di Odessa con i soldi rubati agli ebrei sterminati da Hitler.

Husseini-Genoud-Connection:
Soldi nazisti per finanziare il terrorismo islamico del 20° secolo.

Francois Genoud visita Amin Al-Husseini molte volte a Beirut.  A IlCairo ed a Tangeri, Genoud stabilisce compagnie import-export come la Arabo-Afrika, che fu una copertura per propaganda antiebraica. Genoud aprì nella Swiss bank conti degli eserciti di liberazione del Marocco, Tunisia e Algeria.  In partnership con la Syria,fonda la Arab Commercial Bank a Ginevra.  Nel 1962,diventa direttore dell’ Arab People’s Bank in Algeria .

Avalon Gemeinschaft
organizzazione antiamericana ed anti-israeliana

Albert Freidrich Ahmed Huber (aka Ahmed Huber), nato nel 1927, giornalista svizzero, diventa il maggior finanziatore del pan-arabismo e del terrorismo arabo. Ammiratore di Hitler fu attivista dei movimenti radicali in Europa. Dopo la sua partecipazione alle ribellioni degli algerini copntro i francesi , negli anni 1950 si converte all’Islam negli uffici della Fratellanza Musulmana. Consulente di Nasser , presidente dell’Egitto, si unisce all’ Ayatollah Khomeini quando Sadat stipula la pace con Israele.
Conosce Amin Al Husseini, il Grand Mufti di Gerusalemme, Francois Genoud e Johannes Van Leers, primo capo della propaganda nazista del Reich. Fonda la Avalon Gemeinschaft, organizzazione antiamericana ed anti-israeliana. Vi partecipano radicali nazisti come Horst Mahler, Jurgen Graf e Ahmad Rami. Infine fonda la Al Taqua Bank insieme con Youssef Nada e Ali Gholib Himati , membri della Fratellanza Musulmana. La banca venne poi chiusa per aver fatto transazioni con Al Qeida e Hamas . Ahmed Huber è ritrnuto l’ideatore e finanziatore dei movimenti negazionisti in Iran.

1962Amin Al-Husseini President of World Islamic Congress – Le terre musulmane devono essere  Judenfrei (Free of Jews)

Amin Al-Husseini diventa presidente del World Islamic Congress, da lui stesso fondato .  I fondamentalisti islamici si attivano per fare Judenfrei (free of Jews) tutte le terre musulmane così come Hitler aveva cercato di fare in Europa. In cominciano le persecuzioni di tutte le comunità giudaiche del Nord Africa e del Medio Oriente. Centinaia di migliaia di ebrei arabi vengono uccisi o forzati ad emigrare.

1969 – Organization of Islamic Conferences
-braccio del World Islamic Congress.
Amin Al Husseini è ancora il capo del ” Mondo islamico”.

1969- L’ (OIC) Organization of Islamic Conferences è fondato da Husseini a Jeddah, Saudi Arabia. E’ il braccio operativo del World Islamic Congress sempre fondato da Amin Al Husseini nel 1926. Il Secretary General (1971-1973) è H.R.H. Tunku Abdul Rahman, Primo Ministro della Malaysia. The OIC è composto da 56 paesi Islamici . E’ una delle voci più ascoltate dell’Islam ed ha formato gli ideologi musulmani del Pakistan e di tutto il mondo islamico .

1974– Arafat omaggia Amin Al Husseini al suo funerale nel 1974.

Amin Al-Husseinimuore in Syria. La sua eredità:

Come ti smentisco le menzogne di Manlio Di Stefano su Israele

DistefanoSono Stanco, veramente stanco di ascoltare tutte le cazzate impregnate di odio contro Israele del deputato 5 Stelle Manlio Di Stefano.
Ho sempre confutato la sua falsa propaganda contro Israele sulla sua pagina, continuo a farlo, ma ho deciso di scrivere un articolo per confutare punto per punto il suo ultimo discorso contro Israele alla Camera durante la votazione sul riconoscimento della Pallestina.

La sua propaganda è quella spicciola falsa e ignorante della più bassa propaganda pro-pal(le).
Il “nostro” Manlio pentastellato, come ha lui stesso dichiarato è un autodidatta, avrà letto delle cose selezionate e ora si atteggia a paladino della giustizia internazionale, mostra di non capirci nulla, di essere in malafede e soprattutto senza delle vere basi culturali né di studio.
Io ho studiato 2 anni di Scienze internazionali e Diplomatiche per poi integrare questi esami nella laurea in Economia e finanza che ho ottenuto alla fine dei miei studi. Quindi mi permetto di scrivere su delle basi accademiche, di studio e di informazione.

Cominciamo:
Vorrei innanzitutto ricordare al nostro perito informatico che lo stato della Palestina non è mai esistito. L’ultima espressione di governo indipendente della regione fu il Regno di Giudea fino al 135 d.c. Dopo di che ci furono solo conquiste imperiali. A cominciare dai Romani che dominarono la regione. L’imperatore Adriano adottò la risoluzione di proibire agli ebrei di vivere a Gerusalemme. Fu lui a dare il nome alla regione “Syria-Palaestina”. I romani restarono fino al 326 per poi lasciarlo ai bizantini che dominarono la Siria fino al 638 d.c. quando fu conquistata dall’impero Arabo. Da allora ci furono guerre per il controllo della regione tra crociati e arabi, fino al 1260 quando l’impero mongolo conquistò tutta la Siria.
I mongoli la persero nel 1486 a vantaggio dell’Impero Ottomano che dominò la Syria fino al 1917 quando fu sconfitto nella prima guerra mondiale e Gerusalemme fu occupata dagli inglesi.
Non lo dico solo io che la Pallestina non è mai esistita lo dice anche un famoso leader arabo pallestinese Auni Abd Al Hadi, nato a Nablus nel 1889 e fu cittadino dell’impero ottomano.
Al Hadi dichiarò alla commissione Peel nel 1937 testuali parole: “ Non esiste un paese così [come la Palestina]…. Palestina è un termine che i sionisti hanno inventato…. Il nostro paese fu per secoli parte della Siria”.

1- Israele ruba le terre ai Palestinesi
deserto palestineseDi stefano dichiara che è semplice la storia: “Israele è nato perchè il democratico occidente gli ha donato la terra altrui”. Eppure dice di aver letto molto e di aver studiato… Ma dove? Su Topolino? Sul blog di Grullo? O dal professor Arrigoni buonanima? Poveraccio!
Secondo la versione del nostro perito informatico, il cattivo occidente ha tolto la terra ai palestinesi e l’ha data a questi perfidi sionisti. Ma Al Hadi ci ha appena detto che la Palestina non è mai esistita, quindi la terra non era dei “palestinesi”.

Ma vediamo come stanno veramente le cose e ahimé non sono così semplici come ce le disegna il nostro buon tempone a 5 stelle:
Marc Twain (che di certo non era un sionista) visitò la Terra Santa nel 1867 e scrisse di quel viaggio: “Un paese desolato il cui terreno è abbastanza ricco, ma è dedicato interamente alle erbacce … una distesa di silenzio luttuoso …. una desolazione …. Non abbiamo mai visto un essere umano su tutta la strada. … a mala pena un albero o arbusto. Anche l’ulivo e il cactus, amici di terreni secchi, avevano quasi disertato il paese. ”

In effetti erano pochi i centri abitati nella regione, per lo più beduini, drusi e arabi provenienti dall’Algeria in seguito all’invasione francese del 1830. Algerini invitati dall’impero ottomano per la politica di demografizzazione di quest’area desolata.
Tra il 1870 e il 1890, L’impero Ottomano accolse 350 mila profughi ebrei che scappavano dalle persecuzioni in Europa. I turchi erano molto tolleranti verso gli Ebrei.

La più grande immigrazione si è avuta durante il Mandato britannico di Palestina tra il 1922 ed il 1945. Gli storici e studiosi vari non sono unanimi sulle cifre degli immigrati soprattutto sull’immigrazione clandestina araba. Per quello che riguarda l’immigrazione legale, secondo i dati ufficiali, tra il 1920 e il 1945, immigrarono in zona 367 845 ebrei e 33 304 non-ebrei. Sia il rapporto della commissione Hope Simpson del 1930, sia quello della commissione Peel del 1937, confermano un aumento del benessere e della popolazione araba come conseguenza dell’immigrazione.
Non è possibile di stimare direttamente l’immigrazione araba illegale, ma a quanto pare c’era dell’ immigrazione. L’immigrazione clandestina, che non fu registrata e che non sarebbe stata registrata neanche nei dati definitivi della popolazione per 1945, e i dati sono stati stimati. Gli studiosi semplicemente non sanno quanti arabi ed ebrei c’erano in Palestina prima della dichiarazione dello stato di Israele. E ‘probabile che furono circa 200.000 immigrati arabi in Palestina.

Per quanto riguarda l’immigrazione ebraica, secondo lo storico Sanders gli insediamenti sionista avvenuti tra il 1880 e il 1948 non fecero dislocare e non espropriarono gli arabi residenti. Tutte le indicazioni mostrano che c’era una netta immigrazione araba in Palestina in questo periodo, e che la situazione economica degli arabi fosse migliorata enormemente sotto il mandato britannico rispetto ai paesi circostanti. L’analisi della popolazione da sotto-distretti dimostra che la popolazione araba è aumentata di più tra il 1931 e il 1948 nelle stesse aree dove c’erano grandi proporzioni di ebrei. Pertanto, l’immigrazione sionista non dislocò gli arabi.
Anche l’analisi di Finkelstein mostra che i maggiori incrementi di popolazione arabo-palestinese si sono verificati nei pressi dei centri di popolazione ebraica in Palestina, analisi che va contro la tesi pro-palestinesi che afferma che i sionisti avrebbero espropriato gli arabi.

Un leader di Hamas Fathi Hammad durante un’intervista alla televisione egiziana Al Hekma del 23 marzo 2012, dichiarò: “Noi tutti (Palestinesi) abbiamo radici arabe. E ogni palestinese, da Gaza e ovunque in Palestina, può provare le sue radici arabe, sia dall’Arabia Saudita, dallo Yemen o da ogni parte. Noi abbiamo legami di sangue. Personalmente metà della mia famiglia è egiziana. Più di 30 famiglie in Gaza hanno il cognome “Al Masri” (Egiziano). Metà dei palestinesi sono egiziani e l’altrà metà sono sauditi. Noi siamo egiziani, noi siamo arabi, noi siamo musulmani”.

Quanti grillini sono ancora svegli? Ci avete capito qualcosa fino ad adesso? Euhm!!!

al-Husayni-Bosnian-SSPer quanto riguarda i terreni arabi non ci fu nessun esproprio e a confermarlo fu proprio il leader arabo di Gerusalemme: Il gran Muftì di Gerusalemme, Amin Al Husseini (spiegherò in più in là chi era, ma potete già farvi un’idea: http://it.wikipedia.org/wiki/Amin_al-Husseini), fu convocato da Herbert Samuel e Lord Herbert Plumerche e dichiarò: “I sionisti non stanno espropriando gli arabi, ma ne stanno acquistando le terre pagandole da 3 a 5 volte in più il loro valore reale”.

Non dimantichiamo neanche che tra il 1947 e il 1967, 850 mila ebrei diventarono profughi perchè cacciati ed espulsi dai paesi arabi dall’Algeria, Libia, Egitto, Siria, Libano, Giordania e Iraq e trovarono rifugio nel neonato stato ebraico.

Ma la chicca ve l’ho lasciata per ultima… dove sono nati i leader palestinesi? Vediamo un po’:
Yasser Arafat, nato il 24 Agosto 1929 al Cairo, Egitto e ne era cittadino. A quanto ne so l’Egitto non è in Palestina, eppure Arafat si dichiarava rifugiato palestinese.

Mahmud az-Zahar. Nato nel 1945, al Cairo, Egitto.
Saeb Erekat, nato il 28 aprile 1955, in Giordania ed è cittadino Giordano.
Che dichiarò “Nel 1967 il giorno prima ero un cittadino giordano ed il giorno dopo la madifica dello statuto della OLP mi sono ritrovato rifugiato palestinese”.

Faisal Abdel Qader Al-Husseini, nato nel 1948 a Bagdad in Iraq.
Sari Nusseibeh, nato nel 1949 a Damasco, Siria

2 Le “Colonie” illegali:
Il nostro salvatore del mondo, Manlione Di Stefano dichiara: “[Israele] non accontentandosi del regalo ricevuto, ha occupato illegalmente altri territori palestinesi… costruzioni considerate illegali da ben 5 risoluzioni ONU”.
Il numero delle risoluzioni ONU violate da Israele varia da 5 a 73, ma non si è mai veramente capito quale fosse veramente il numero di queste risoluzioni, ma non lo sanno neanche i detrattori più agguerriti, figuriamoci se lo sa un pischello che gioca a Risiko come Manlio di Stefano.

SettlementsCi sono 2 risoluzioni della lega delle nazioni una del trattato di Sanremo del 1920 e quella del Trattato di pace di Versailles del 1920 che ha dato vita al mandato britannico di Palestina che definiva lo stato ebraico con i confini attuali più la Giudea e la Samaria. Votato e concordato tra Francia, Gran Bretagna, Italia e Impero Ottomano, quest ultimo, secondo il nostro Manlio è famosa potenza occidentale.
Ciò fu anche concordato con il trattato Faysal- Weizmann di Parigi del 1919. se Manlio non lo sapesse, Faysal era l’emiro arabo rappresentante dei musulmani che era a favore della nascita di uno stato ebraico in medio oriente.

La risoluzione dei due stati del 1947, bocciata dalla lega araba non ha più valore.

Riguardo alle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza ONU, esse non sono tutte uguali. Vi sono quelle approvate sulla base del Capitolo 6 della Carta delle Nazioni Unite e quelle sulla base del Capitolo 7.

Il Capitolo 6 si intitola “Composizione pacifica dei conflitti” e afferma (art. 33) che “le parti in causa in un conflitto […] dovranno innanzitutto cercare una soluzione […] con mezzi pacifici”. Quando il Consiglio vota sulla base del Capitolo 6 e’ come se dicesse agli Stati in guerra fra loro: “Dovete negoziare per comporre il conflitto e dovete farlo sulla base delle linee che vi indico”.

Il Capitolo 7, invece, si intitola “Azioni in caso di minacce alla pace, violazioni della pace e atti di aggressione”. Gli articoli di questo Capitolo conferiscono al Consiglio la responsabilita’ di individuare le minacce alla pace mondiale e gli danno facolta’ di varare risoluzioni con valore esecutivo e vincolante, autorizzando la comunita’ internazionale a ricorrere a varie forme di coercizione per ottenere la loro applicazione, dalle sanzioni fino all’uso della forza militare. Quando il Consiglio vota sulla base del Capitolo 7 e’ come se dicesse a uno Stato: “Il tuo comportamento mette in pericolo la pace del mondo: o ti adegui a quanto di dico di fare o interveniamo con la forza”.

Ora, come ricordava qualche mese fa anche l’Economist (10.10.02), “nessuna delle risoluzioni a proposito del conflitto arabo-israeliano e’ stata emanata ai sensi del Capitolo 7. Imponendo sanzioni anche militari contro l’Iraq, ma non contro Israele, l’Onu non fa che rispettare le sue stesse regole interne”.

La risoluzione 242 fu votata il 22 novembre 1967 dal Consiglio di sicurezza dell’ONU dopo la guerra dei sei giorni; è stata emanata sulla scorta del VI capitolo della Carta delle Nazioni Unite, relativo alla risoluzione pacifica di dispute, e come tale ha natura di raccomandazione ma non è vincolante.
La risoluzione 242 non contiene alcun accenno esplicito alla questione palestinese perché la vera “questione palestinese” è sorta successivamente, mentre fa esplicito riferimento questione dei rifugiati.

I principi enunciati dalla risoluzione 242 verranno poi riaffermati nella risoluzione 338 votata in seguito alla guerra del Kippur, ed hanno costituito il principale riferimento internazionale per il processo di pace israelo-palestinese, dagli anni 80 sino ai colloqui di Taba.

Le due risoluzioni enunciano che Israele deve poter ritirarsi dai territori, ma che è prerogativa un tracciamento di confini che garantiscano la sicurezza di Israele.
Il diplomatico Britannico Lord Caradon dichiarò: “La frase essenziale e mai abbastanza ricordata è che il ritiro deve avvenire su confini sicuri e riconosciuti. Non stava a noi decidere quali fossero esattamente questi confini. Conosco le linee del 1967 molto bene e so che non sono un confine soddisfacente”.

Di simile avviso fu l’allora presidente statunitense Johnson:
“Non siamo noi che dobbiamo dire dove le nazioni debbano tracciare linee di confine tra di loro tali da garantire a ciascuna la massima sicurezza possibile. È chiaro, comunque, che il ritorno alla situazione del 4 giugno 1967 non porterebbe alla pace. Devono esservi confini sicuri e riconosciuti. E questi confini devono essere concordati tra i paesi confinanti interessati. »

Perchè in queste risoluzioni ONU la Palestina non è menzionata? Semplice perchè fino al 1967 la Palestina della Cisgiordania non esisteva. Fu inventata dopo. Vediamo come:La OLP Nasceva nel 1964 e la Giudea e la Samaria erano sotto l’occupazione giordana. Lo scopo della OLP nel 1964 era di “liberare” il resto della Palestina sotto occupazione sionista, ossia l’attuale Israele, e di riunificarlo alla Giordania. Dopo il disastro della guerra dei Sei Giorni, che vide la perdita della Giudea e Samaria da parte della Giordania, la OLP cambiò i confini nello statuto e aggiunse anche quella che sarebbe diventata la Cisgiordania o West Bank. Infatti la bandiera palestinese è identica a quella della Giordania.

Vediamo altre risoluzioni violate da Israele prese sempre in base al capitolo 6 della carta delle nazioni Unite:
Le risoluzioni 1402 e 1403 (2002) chiedevano “alle truppe israeliane di ritirarsi dalle citta’ palestinesi”. Ma chiedevano anche e contemporaneamente “l’immediata cessazione di tutti gli atti di violenza, compresi tutti gli atti di terrore, provocazione, istigazione”. In sostanza il Consiglio di Sicurezza ribadiva che solo un cessate il fuoco “significativo” (meaningful, nel testo originale), cioe’ non a parole, unito a un ritiro israeliano dalle ultime posizioni rioccupate, avrebbe permesso la ripresa del negoziato di pace.
La risoluzione 1435 (2002) chiedeva a Israele “la fine immediatamente delle misure prese a Ramallah e dintorni” e “il rapido ritiro delle forze di occupazione israeliane dalle citta’ palestinesi”. Ma e’ vero anche che essa ribadiva “la richiesta di una completa cessazione di tutti gli atti di violenza, terrorismo, provocazione istigazione”, e faceva “appello all’Autorita’ Palestinese affinche’ adempia al suo esplicito impegno di garantire che i responsabili di atti terroristici vengano da essa assicurati alla giustizia”.
Il perchè allora degli insediamenti ebraici in Giudea e Samaria? Gli insediamenti si basano sulla risoluzione del 1920 di Sanremo e del trattato di pace di Versailles, ma considera e rispetta anche il diritto internazionale. Non essendocisovranità statale su quei territori (No la Palestina non è mai esistita) l’una cosa che potrebbe bloccare la costruzione di un nuovo insediamento è la proprietà privata, stabilita e definita nei trattati internazionali. Quindi Israele o costruisce u terreni di nessuno ossia no stato e no proprietà privata, oppure ne cquista dal proprietario le terre comprate con un prezzo superiore al valore reale.
3 Le sostanze putrescenti
Manlione Di Stefano dichiara: “Questi miei occhi hanno visto camionette israeliane lanciare sostanze putrescenti dentro le cisterne d’acqua domestiche di famiglie inermi”.acqua1
Che Faccia vedere un filmato, delle foto, uno straccio di prova che confermi quello che dica. Uno “paladino della giustizia” avrebbe colto al balzo un’occasione ghiotta come questa… come non registrare il tutto?
Se non ha delle prove, spero che il deputato 5 stelle abbia almeno un ottimo avvocato, perchè se l’ambasciata israeliana decide di denunciarlo sai che dolori!!!

Comunque per la cronaca, le cisterne d’acqua domestiche nella regione sono tutte su torri, per sfruttare la gravità della caduta dell’acqua e sono chiusi. Per poter lanciargli qualcosa dentro prima bisognerebbe romperle, e poi ci vorrebbe un Michael Jordan per fare lanci da 3!

4 Armistizio del 1967
lines 1967Manlio Di Stefano sgarra nuovamente con la storia e con la geografia politica “Per risolvere il conflitto, basterebbe riportarla alle logiche dell’armistizio del 1967, basterebbe imporre ad Israele di ritornare nei confini allora stabiliti”
Manlio ma che diavolo dici? Chi te le passa queste fesserie? Licenzialo!!!
Non esiste nessun armistizio del 1967! Perchè se ci fosse stato un armistizio, non avremmo i casini di oggi.. dai basta rifletterci sono 2 minuti su, ci può arrivare anche un perito informatico!!!
L’armistizio è del 1949 e la famosa linea verde è quella tracciata nel 1949. Poi ci sono state altre due guerre da quel momento 67 e 73. Quindi i confini vanno ridiscussi in base ai nuovi conflitti…. e secondo le regole dell’armistizio del 1949 la Giudea e Samaria dovrebbero essere integrate nello stato d’Israele.

5 Proposizione di pace della Lega Araba del 2002

Manlio DI Stefano dichiara “Il governo israeliano non ha nemmeno ancora risposto all’offerta di pace della lega araba del 2002”
FALSO… devo presumere che Manlione o non è informato o è in malafede… secondo me è la seconda!
Il piano di pace di Beirut nel 2002, poi rilanciato nel 2007 a Riad, prevedeva un ritoro completo dai territori della Cisgiordania inclusa Gerusalemme Est e l’insediamento di rifugiati palestinesi nei territori israeliani in rispetto della risoluzione ONU 194 del 1948 che la lega araba aveva respinto all’epoca e quindi non rispettato dalla contro parte araba del conflitto.
Al contrario di quello che ha dichiarato Di Stefano, il governo israeliano rispose alla proposta. A prescindere che la sinistra israeliana apprezzò la proposta. Ma l’allora primo ministro Ariel Sharon rigettò la proposta dichiarando “La proposta non può essere accettata perché va contro le risoluzioni ONU 242 e 338 che definiscono i negoziati”.
Ancora nel 2007, il governo, questa volta rappesentato da Benjamin Netaniahu rigettò l’offerta. Nel 2009 il presidente Shimon Perez incoraggiò i trattati, perchè “È la prima volta che gli stati arabi vedono in Israele una controparte per negoziati”.
Se Mahmud Abbas accettò il piano e fece pressione al presidente Obama di adottare questa proposta, bisogna anche dire che Hamas dal suo canto, ha rigettato completamente la proposta della lega araba.
Ora qui non stiamo a giudicare se Israele abbia fatto bene o meno a rifiutare la proposta. Stiamo a smentire le balle di una persona in malafede che ha dichiarato che Israele non ha mai risposto. Manlio Di stefano sei un BUGIARDO SERIALE!!!

Però Manlio Di Stefano  non ha menzionato l’offerta di Pace del 2000 a Camp David del Primo Ministro israeliano Ehud Barak, che proponeva il 98% dei territori tranne Gerusalemme. E non ha detto che fu Arafat a rifiutare l’offerta. Facendo arrabbiare anche il presidente Clinton e la lega araba che spingevano Arafat ad accettare.

6 HAMAS e ISIS
hamas isisDi Stefano dichiara che Hamas è un movimento di resistenza e he non ha nulla a che federe con l’ISIS. “Se i due gruppi hanno progetti completamente diversi… L’ISIS vuole tornare a un dominio islamico puro, il califfato. Hamas nasce come movimento di libeazione nazionale. L’isis mira a spazzae via la Palestina e ogni altro stato per imporreil califfato, sono quindi in conflitto”.
‘O vero staje dicenno?

Innanzitutto secondo lo statuto di Hamas Parte 1 articolo 2, Hamas fa parte del gruppo Fratelli Musulmani, che hanno come scopo la restaurazione di un califfato in tutto il mondo arabo.
Non sto a menzionare l’articolo 7 e 9 della parte 2 che vogliono la cancellazione dello stato di Israele e lo sterminio di tutti gli ebrei. Ma voglio soffermarmi sull’articolo 13 della parte 3 dove Hamas dichiara: “La palestina è parte del Waqf Islamico” ecco cosa sta scritto letteralmente in questo articolo: “Questo è lo stato [della terra] nella Shari’a islamica, ed è simile a tutte le terre conquistate dall’Islam con la forza, e reso le terre così Waqf alla loro conquista, per tutte le generazioni di musulmani, fino al Giorno della Resurrezione. … il controllo della terra e la terra stessa dovrebbe essere dotata come Waqf [in perpetuo] per tutte le generazioni di musulmani, fino al Giorno della Resurrezione. La proprietà del terreno dai suoi proprietari è solo uno di usufrutto, e questo Waqf durerà finché il cielo e la terra dureranno”
Ora vediamo nei fatti: già qualche giorno fa Hamas ha minacciato l’Italia “Se intervenite in Libia la considereremo come una crociate e ne pagherete le consequenze”.

demonstrators-kashmir-hold-aloft-isis-palestine-flags-protest-against-israeli-bombings-westRicordiamo che Al Sisi il nuovo presidente dell’Egitto ha spodestato il vecchio presidente Mohamed Morsi, eletto democraticamente, del movimento Fratelli Musulmani, di cui Hamas fa parte. Dopo il colpo di stato, i miliziani fedeli ai Fratelli Musulmani, tra cui Ansar Bait al-Maqdis.Punto di forza del gruppo jihadista è la recente affiliazione allo Stato Islamico di una parte dei miliziani, rinominatisi Wilayat Sinai (Provincia del Sinai): i finanziamenti e il prestigio offerto dal “branding” dell’ISIS, uniti alle tattiche asimmetriche della guerriglia qaedista, hanno portato nel corso del 2014 e nei primi mesi del 2015 ad una drammatica escalation di violenza, per lo più diretta contro forze armate e di polizia, ma che non è escluso possa estendersi indiscriminatamente contro i civili. Oltre che verso Wilayat Sinai, al-Sisi è dichiaratamente ostile nei confronti di Hamas, in quanto emanazione dei Fratelli Musulmani, e accusa il gruppo palestinese di dare rifugio ai terroristi attivi nel Sinai (ma slegati da Wilayat Sinai) e Jish al-Islam (Esercito dell’Islam), il cui leader ha stretti legami con Hamas, di fornire loro addestramento e armi. La ramificazione della rete terroristica nel Sinai si è poi estesa oltre il confine israeliano, nella Strisica di Gaza, dove Wilyat Sinai ha fondato lo Stato Islamico a Gaza. Israele teme anche che la le forze militari egiziane nella penisola del Sinai possano sforare il tetto dell’accordo di Camp David, in base al quale la presenza militare del Cairo nella penisola deve essere concordata con Tel Aviv. Per far fronte alla crescente instabilità dell’area, già nel 2011 l’Egitto, con il benestare di Israele, ha inviato 2500 uomini e 250 mezzi di trasporto blindati con l’operazione Aquila, la più imponente nel Sinai dal 1978. Sempre previa approvazione di Tel-Aviv.
Il 17 gennaio scorso Lo Shin Bet ha arretato 7 persone tra Haifa e Nazareth colpevoli di voler creare una cellula dell’ISIS in Israele. Tra i 7 arrestati c’è anche un avvocato che si è dichiarato “Comandante dell’Isis in Palestina”.

Vorrei ricordare che dal 1947 al 1967 La Cisgiordania e Gaza erano occupate rispettivamente da Giordania e Egitto. In questo periodo non ci fu nessun movimento nazionalista palestinese se non quello creato nel 1964 da Arafat per distruggere Israele e riconqustare la Palestina e riunificarla alla Giordania.
Non esiste nella mentalità araba un nazionalismo territoriale. Esiste invece uno spirito religioso che prevede l’istallazione di un califfato e della Shari’a.
Se Hamas controlla Gaza oggi, non è solo grazie alle elezioni (che ha controllato), ma anche grazie ad una guerra civile contro Al Fatah di un anno tra il 2006 e il 2007 che ha causato a Gaza più di 1000 morti tra cui centinaia di bambini.

7 I sionisti e gli ebrei
jewishrefugeesDi stefano dichiara “La scusa sionista è sempre quella di dover proteggere gli ebrei del mondo”. Caro  pentastellato non è una scusa è una realtà.
Tra il 1947 e il 1967 Israele ha accolto 850 mila ebrei che scappavano perseguitati negli stati arabi dove avevano vissuto per molti secoli.
Se solo ci fosse stato di già Israele come stato negli anni 30, come sarebbe dovuto essere, se si fosse rispettato in pieno la risoluzione della lega delle nazioni che lo prevedeva. Forse i morti della Shoah sarebbero stati molti di meno.

Prima del 1948, c’erano poco più di un milione di ebrei in nord Africa e Medio oriente e fuori dalle aree che divennero Israele, compresi i 40.000 in Cisgiordania e Gaza. Il numero totale è dimezzato negli anni successivi alla guerra del 1948 e poi ridotto di circa 100.000 a seguito del conflitto del 1967. I  40 mila ebrei della Cisgiordania dovettero scappare quando la Giorania occupò quei territori. Prima erano rifugiati, ora che tornano nelle loro case sono coloni illeali.

La popolazione ebraica nei paesi musulmani è sceso ulteriormente negli anni successivi e nel 2007 è stato pari a solo 15.000 a 35.000. La maggior parte di coloro che sono rimasti risiede in Iran. Così circa un milione di ebrei divennero profughi a causa delle azioni di Medio Oriente e paesi del Nord Africa.

Quando i due esodi di profughi sono confrontati, si può concludere con un alto grado di probabilità che il numero di profughi ebrei era circa il 50 per cento superiore a quello dei profughi palestinesi.

8 Genocidio
Genocidio-en-RuandaManlio Di Stefano Dichiara ancora: “Il genocidio nasce dal silenzio”.
Di Stefano sei una persona scorretta e in malafede.
Non sto a criticare i sopravvissuti della Shoah. Quello che hanno vissuto li rendono incriticabili. Le loro parole sono il frutto delle atrocità che hanno vissuto e quindi anche se devo darmi pizzicotti sulla pancia, non posso attaccarli né criticarli. Qualunque cosa dicano, anche se manco di obiettività, hanno ragione sempre. Ma vediamo cosa è veramente il genocidio: Genocidio- sm. Termine coniato nel 1944 che dermina un massacro costante di popolazioni, o etnie religiose volto alla completa distruzione o riduzione drastica del numero dei suoi individui .
Genocidio degli Armeni in Anatolia: Popolazione armena nel 1914 1’750’000; dopo il genocidio nel 1922 la popolazione si riduse a 280’000
Genocidio degli ebrei in Europa: Popolazione ebraica in Europa nel 1938 9’500’000. Popolazione ebraica dopo il genocizio nel 1946: 3’450’000.
Genocidio dei Tutzi in Rwanda. Popolazione Tutzi in 1994 1’500’000. Popolazione nel 1995: 400’000

Genocidio a Gaza: popolazione araba a Gaza nel 1970 340’000, nel 1980: 460’000; nel 1990 650’000, nel 2000: 1’130’000 nel 2010: 1’600’000, nel 2014 1’840’000
Quello di Gaza è un genocidio strano, invece di ridursi il numero della popolazione, aumenta a dismisura…. Manlio tu che sei un esperto internazionale me lo spieghi questo fenomeno strano?

9 Antisemitismo e Antisionismo

anti-israelL’ho lasciata per ultimo questa. Manlio di Stefano Dichiara: “noi rivendichiamo il sacrosanto diritto di criticare le scelte del governo di Israele senza sentirci antisemiti”.
Permettetemi, ma non sono d’accordo con questa affermazione. Nel suo discorso ha dichiarato “Terra rubata ad altri”, “colonizzazione di altra terra rubata”.
Poi ha elencato una serie di bugie: “i liquidi putrescenti”, “la non risposta di Israele alla proposta di pace del 2002”. “La violazione delle risoluzioni ONU”, “Difende un’organizzazione terrorista, Hamas, che prevede la distruzione di Israele e lo sterminio degli ebrei.

Voglio ricordare che Hamas è un movimento fondato dai Fratelli Musulmani nel 1984. I fratelli mususlmani furono fondati nel 1930 anche dal gran Muftì di Gerusalemme Amin Al Husseini, Zio di Arafat, che prevedeva un califfato islamico in tutte le terre arabe, la distruzione del sionismo e lo sterminio degli ebrei. Per essere coerente con queste idee Amin Al husseini grazie all’aiuto ricevuto da Benito Mussolini, incontrò Adolf Hitler e con la sua autorizzazione fondò le Waffen SS Islamische, composto maggioritariamente da musulmani bosniaci, kosovari e palestinesi.

Palestinians hold a sign depicting a swastika during clashes at Qalandiya checkpointQuesto suo ostentare contro lo stato ebraico, con un accanimento feroce e soprattutto menzognero, senza mai mettere la stessa forza per altri luoghi del mondo dove i diritti umani sono calpestati quotidianamente, beh non lo rende credibile. Non è credibile. Non gli credo!
È poi inutile che si nasconda dietro il discorso di un (finto) ebreo che ha fatto della causa palestinese un mestiere. Uno che va in giro con la Kippà che però canta e balla di Shabbat, dovrebbe già far capire che il personaggio.

Ti ricordo le parole di Sir David Lloyd George, (primo ministro britannico dal 1914 al 1922) dichiarò nel 1923: “Fra tutti i fanatismi che sono fuoriusciti dalla perversa natura umana non c’è niente di più irrazionale ed di inspiegabile dell’antisemitismo… Se gli ebrei sono ricchi allora vengono derubati. Se sono poveri, sono vittime di ridicolo. Se prendono le parti in guerra, è perché vogliono sfruttare a proprio vantaggio lo spargimento di sangue di non-ebrei. Se sposano la pace, è perché sono spaventati dalla loro natura o perchè traditori.
Se l’Ebreo abita in un paese straniero che viene perseguitato ed espulso e quindi se vuole tornare al suo paese glielo si impedisce”.

Emanuele Gargiulo

REFERENZE

Ami Isseroff- The mid-east university- The Population of Palestine Prior to 1948

Awni Abd al-Hadi- Wikipedia.org versione inglese

http://en.wikipedia.org/wiki/Haj_Amin_al-Husseini

Manuel Barroz- Come manipolare le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell’Onu; Focus on Israel

Marc Twain- The Innocent Abroad

http://www.un.org/en/sc/documents/resolutions/ – Risoluzioni ONU 1967 e 1973

Joan Peters – From Time Immemorial: The origins of the conflict arab-jewish over Palestine; Jonathan David Publishers

Alan Dershowitz, The Case For Israel; John Wiley and Sons 2004

Chuck Morse, The Nazi Connection to Islamic Terrorism, WND Books

Paul Jonhson, The History of the Jews

Kristen E. Schulze, The Arab Israeli conflict (Semiar Studies)

James L. Gelvin, The Israel-Palestine Conflict: One Hundred Years of War, Cambridge University Press

Sidney Zabludoff, Jewish Refugees of 1948; http://www.sullivan-county.com/

Michael Grynszpan, The Forgotten Refugees, Movie in DVD, Ralph Avi Goldwasser